Lamentele di fine estate

Come mi rendo conto dell’arrivo dell’estate? Dai miei vicini di casa. Quando la mattina vengo svegliata da urla e schiamazzi, significa che sono tornati: i turisti che affittano la casa di fronte la mia. Arrivano i primi giorni di agosto, vivono in quindici in un appartamento (li ho contati) e urlano di continuo. Quest’anno si sono anche evoluti e hanno piazzato sul balcone, al posto della radio vintage, un’enorme televisione che guardano tutti insieme ad alto volume, tant’è che una sera ho seguito la partita di calcio insieme a loro. Le urla erano così forti che era impossibile fare altro, giocava la loro squadra del cuore, vi lascio immaginare. Ieri hanno fatto un festino: canti, balli, risa, urla…ormai uno non si arrabbia più per il rumore, ma per il fatto che non ti invitino a festeggiare con loro la qualunque.  Oggi, invece, il silenzio. Preoccupata, scappo fuori a vedere cosa sia successo, alla fine ti affezioni, le loro urla ti accompagnano per un mese tutti gli anni. Scopro che le persiane sono abbassate, i panni raccolti, la televisione sparita. Sono tornati a casa loro! L’estate è finita! Arrivederci al prossimo anno! Auf Wiedersehen! Salut! Bye bye!

Quest’anno ci aspettavamo un’estate diversa, con meno gente e con più rigore, invece c’è stato il solito afflusso che ha portato scompiglio in una zona incapace di accogliere così tante persone. I problemi sono stati tanti, e molti hanno reso invivibile il paese, soprattutto per gli “autoctoni”.

L’acqua è stata un miraggio. Alle 11:30 tutti a secco! La carenza idrica, capita! L’acqua bisogna darla a fasce orarie: ora a me, più tardi a te! E mi raccomando, lavatevi bene le mani perché c’è il “coviddi”, anzi, non ce n’è covviddi!

Il traffico in questi giorni è stato un delirio: prendere la macchina significa incolonnarsi per un tempo indefinito e stare attenti ai furbetti che si infilano a destra, sinistra, sopra, sotto…ovunque ci siano 5 cm liberi. Per guadagnare cosa, ancora non si sa.

Una buona parte dei vacanzieri è incazzata. Secondo me, tanti vanno al supermercato solo per litigare e rivendicare, con una foga tipica di un impalatore turco ai tempi di Vlad Tepes, il diritto di rubarti il posto in salumeria sventolando il numerino dopo il tuo.

I ragazzi di notte urlano: urlano alle 18, ma anche alle 4, intonando melodie e turpiloqui. Per strada, invece, girano senza meta gridando e portando scompiglio, sembrano orde di zombie. Tutti senza mascherina e se ce l’hanno, la usano come monile. Ovviamente non si vuole fare di tutta l’erba un fascio, ma è triste notare come le zone frequentate da questi gruppi, siano sempre le più devastate. Nel mio paese ci sono i ruderi di un castello Normanno, la zona che li ospita, prima dell’estate, era stata pulita dall’erba alta. Per rendere il posto più accogliente, con materiali di riciclo, erano stati creati una panchina e delle ringhiere di legno. Nei giorni scorsi sono tornata per fare delle foto e non c’era più nulla, solo la ringhiera divelta. In compenso rifiuti in ogni dove e nuove scritte fatte con bombolette nei muri del castello.

Le macchine vengono parcheggiate nei posti più improbabili come, per esempio, in mezzo ad un incrocio e davanti uno stop. Tu stai dietro ad aspettare che il tipo svolti, ma capita che la macchina sia vuota o che il tipo, vedendo la fila che si sta formando, decida di mettere le quattro frecce come se fosse tutto normale, e tu devi fare 3896 manovre per passare.

Quando attraversi la strada sulle strisce pedonali, capita che ti guardino in malo modo, e non nascondo che ho avuto l’impressione di leggere labiali sussurranti:“a fiss e mammt”… ma forse sono io che penso male, magari era: “passa pure leggiadra fanciulla!”.

Non vengono rispettate le regole base del codice della strada: un signore aveva imboccato una strada a senso unico nel verso sbagliato. Il finestrino era abbassato, io affianco la macchina. Gli dissi che non poteva andare a causa del divieto, mi rispose: “eh bhe? Ho messo la freccia!”.

Una menzione speciale va fatta a quella che ho soprannominato : la macchina di Aladino. Spesso, quando sei così coraggioso di metterti in auto e affrontare la rabbia dei vacanzieri, capita di vedere in lontananza un oggetto non definito sopra il tettuccio di una macchina a folle velocità, tenuto fermo da quattro mani che sbucano dai rispettivi finestrini. Diversi anni fa, quattro mani cercavano di mantenere fermo un materasso matrimoniale con tanto di lenzuolo svolazzante. Quest’anno, invece, sopra una monovolume era posizionato un canotto enorme, le solite quattro mani a tenerlo fermo, ma con la particolarità che le portiere posteriori, essendo scorrevoli di lato, erano aperte in modo da permettere ai passeggeri una presa migliore sul canotto o, suppongo, una morte rapida in caso di frenata improvvisa.  Qualcuno dirà: ma è pericoloso sia per loro che per gli altri, dovrebbero usare delle corde! Già… ma essendo una pratica così diffusa, suppongo che non conoscano  i termini “corda” e “sicurezza”, e che se ne freghino dell’incolumità del prossimo.

La spazzatura viene abbandonata in ogni dove. Bottigliette ovunque, cestini ricolmi di sacchetti, quando a qualche metro di distanza ci sono i bidoni per differenziare. L’immondizia viene ritirata porta a porta, ma i soliti geni incompresi abbandonano i sacchi accanto al bidone della raccolta vestiti. Perché? Perché, cazzomerda!?  Per non parlare poi delle mascherine: ne vedo più a terra che sulla faccia delle persone. Ma vi costa così tanto buttarle nella spazzatura? È inutile mettere i post su fb con le dichiarazioni di Greta Thunberg, che lei vi vede, e lo sa che con tutte le mascherine che avete buttato a terra ci potevate cucire un corredo matrimoniale, ma non uno qualunque! Uno di quelli tipici di noi donne del sud.

Internet non funziona, c’è così tanta gente che le celle (o chi per loro) si intasano. Si fa prima a mandare un piccione viaggiatore che aspettare che l’orologino di whatsapp si trasformi in una spunta.

Il mare rappresenta una chimera: oltre ad essere pieno in ogni dove, l’acqua è sporca. Qualche giorno fa, presa dalla noia, sono andata, magari potevo essere fortunata, magari quest’anno va meglio e invece no! Mi hanno piazzato in un ombrellone in ultima fila, dove ti siedi con la consapevolezza che, dopo l’infinita distesa di ombrelloni davanti, il mare c’è anche se non lo vedi. Dietro, il bar e il parcheggio. Ma va bene così, tanto vai a mare per stare in acqua, no? Ti spogli, ti spalmi di crema solare per evitare di diventare un’aragosta e ti avvii verso il bagnasciuga, schivando bambini esagitati che corrono non curanti, sbattendoti in faccia l’odioso gonfiabile a forma di unicorno, che ormai hanno tutti tranne te.

Il mare è lì, proprio davanti a te, ma come metti i piedi in acqua, noti le famigerate bollicine di sporco. Triste e desolata, ti vai a fare una doccia (fredda) e piangi i soldi che hai già anticipato per una giornata di mare (sporco). Il tutto si conclude con un’ustione per aver spalmato male la crema.

E poi…escrementi di cane in tutti i luoghi e in tutti i laghi, che quando raccogli quella del tuo lo fai quasi di nascosto con la paura che esca fuori qualcuno e ti dia della cogliona: “guarda, bell i mammà, una povera stronza che raccoglie la cacca del cane. Non si fa! Capito?”

Una cosa è certa: il covid-19 non ha bloccato la voglia di vacanze delle persone, anzi, l’ha aumentata! Il mio paese, che durante l’estate viene preso d’assalto, ha registrato tante presenze. Ne abbiamo beneficiato un po’ tutti, perché l’economia gira e la gente lavora, ma non si può fare a meno di mettere in evidenza le problematiche su citate, e giuro che tante altre le ho omesse.

Forse la colpa è di chi, come me, è diventato intollerante e cerca un po’ di tranquillità dopo il trambusto lavorativo. O forse è delle varie amministrazioni comunali, che non sono mai state capaci, in tanti anni, di creare le giuste infrastrutture per evitare che manchi l’acqua o che il mare sia sporco; o di garantire l’ordine pubblico necessario. Qui le unica cose garantite sono le multe per divieto di sosta, per dire. O forse, la colpa è di alcuni soggetti che vengono in vacanza, convinti di essere liberi di fare quello che vogliono perché: “è grazie a noi che lavorate!” e, magari, si portano la spesa dal proprio paese. O forse la colpa è semplicemente di tutto l’insieme. Chi lo sa…. Fatto sta che io l’estate non la vivo, la subisco!

Leggi altre storie di Cortese Irriverenza:

….e non perderti le Chiacchiere da Salotto:

8 commenti

  1. Non è un momento in cui io stia nutrendo molta fiducia nella specie umana e la lettura del tuo post mi arriva come la classica ciliegina sulla torta. Il Covid ha evidenziato giorno dopo giorno carenze in cui si è avuto modo di constatare che non c’è una nazione che si salvi e abbia ragione di brillare. In fatto di civiltà chi più chi meno non mi sembra di registrare bilanci lusinghieri. Nel caso tuo, e nostro, c’è forse una componente di negatività tipiche prettamente nostre, “Nazionali”.
    Anche per questo ti ho letto tutta, scrupolosamente. La mia estate è trascorsa qui in casa, a Milano, e il tuo post ha soddisfatto la mia curiosità di capire come poteva essere questa estate atipica col Covid sulle spiagge e nei luoghi di vocazione turistica.
    Ti devo un sentito grazie. Hai soddisfatto la mia curiosità con maestria e più che ampiamente. 🙂

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    • Ciao Guido,
      dopo l’estate passata, io credo che il lockdown non ha insegnato niente a nessuno.
      Qui siamo stati presi d’assalto, io non vedevo tutti questi turisti da anni. Gente arrabbiata, nervosa e poca rispettosa delle regole.
      Non che la gente del posto sia stata da meno: non tutti i negozi hanno fatto rispettare le regole anti-covid, per esempio, e su instagram storie di feste e festini.
      Io sono stata a casa, ho letto tanto e ci siamo fatti compagnia con il gatto.
      Spero davvero che settembre non ci riservi brutte sorprese!
      Un abbraccio 🙂

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  2. Ignoranza, sarà un caso, fa rima con arroganza. E giusto per fare un esempio, solo così si spiegano certi feeling tra certi politici e rispettivi elettori. Ma a parte questo, anch’io mi domando sul prossimo settembre perchè è ormai palese che sanità ed economia viaggiano di pari passo. E il nostro Paese era già claudicante prima del Covid.
    Contraccambio l’abbraccio 🙂

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  3. Sai cosa? Resto sempre basita quando la gente se la prende con il politico di turno perché…la città è sporca, la raccolta rifiuti non funziona, tutto fa schifo quando è evidente che la propria casa uno, prima di tutto, la deve tenere pulita e in ordine da sé: perché mai chi rappresenta gente così dovrebbe essere meglio di loro? Se per caso lo fosse, certo come il terremoto di turno, non verrebbe più rieletto perché, è chiaro, non li rappresenterebbe. Sarebbe rifiutato. Vedi il tema del pagare le tasse: quando qualcuno ci ha provato, a farle pagare (tempi lontani) è stato fatto sparire.
    Poi, c’è chi invece li rappresenta, perfettamente. Ed è giusto così: siamo una democrazia, e l’eletto rappresenta il popolo.
    Mi confesso disperata. Vicinissima ad essere rancorosa e aggressiva.
    Per fortuna, il covid mi tiene per lo più chiusa a casa.

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