I truffatori – Jim Thompson [Recensione]

Prosegue la pubblicazione, da parte di HarperCollins, dei romanzi di Jim Thompson che restituirà ai lettori italiani l’opera noir di un autore che ha saputo trasformare un genere ai suoi tempi umile e deriso in grande letteratura e in arte.

Il 6 Agosto è arrivato nelle librerie “I truffatori”.
Di seguito la recensione.
Buona Lettura!
🙂

Titolo: Jim Thompson
Autore: I truffatori
Casa Editrice: HarperCollins (6 Agosto 2020)
Numero pagine: 272
Prezzo Copertina: 15 €
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TramaNel calcolo delle probabilità, l’imponderabile va sempre messo in conto. Ecco perché il trucchetto oliato e utilizzato un’infinità di volte con successo da Roy Dillon, truffatore spregiudicato e senza scrupoli, si dimostra un’arma a doppio taglio: il negoziante che lo smaschera non ci pensa due volte e gli assesta un colpo tremendo allo stomaco con una mazza da baseball. Da questo momento, Dillon è costretto a nascondersi nella camera d’albergo di una località della California del sud e a leccarsi letteralmente le ferite. Almeno una cosa saggia l’ha fatta: ha cambiato residenza continuamente, per sfuggire alla rabbia delle vittime dei suoi raggiri e anche per eludere la sua giovane madre Lilly, che non vede da tempo. È proprio lei a presentarsi a sorpresa e a mettere a lui e alla sua odiosa fidanzata Moira i bastoni fra le ruote. È forse un modo per salvare il figlio da se stesso e da quella fidanzata che lei detesta? L’ambiente dei biscazzieri è malsano e le insidie si celano ovunque. Malavitosi spietati, femmes fatales e miserie umane fanno il paio con una scelta di vita perennemente in bilico tra la legalità e un disperato bisogno di normalità. Da questo romanzo, con il suo finale a sorpresa e il suo ritmo incalzante, intriso di humour nero, nel 1990 Stephen Frears ha tratto il film “Rischiose abitudini”, con un terzetto di attori formidabili come John Cusack, nei panni di Roy, Anjelica Huston, in quelli di Lilly, e Annette Bening, che interpreta Moira.

 

<< […] Sei un truffatore, capito? Un ladro. Non hai casa e non hai amici, e nessun mezzo di sostentamento visibile. E per la miseria, è meglio che non te lo dimentichi mai.>>

Roy Dillon è un truffatore spregiudicato e senza scrupoli. È uno di quelli che cerca di fregare venti dollari a un negoziante facendo finta di non avere soldi spiccioli. Purtroppo però, anche la fortuna ha i suoi limiti e, dopo l’ennesima truffa, un commerciante capisce il suo raggiro e gli assesta un colpo mortale allo stomaco. Roy è costretto a rifugiarsi in una camera d’albergo, dove viene raggiunto dalla sua amante Moira e, a sorpresa, dalla madre Lilly.

La narrazione è ricca di continui flashback che raccontano la vita di Roy e di chi gli gira intorno, cercando di spiegare le motivazioni che li hanno portati a diventare quello che sono e di come abbiano vissuto fino a quel momento. Questi continui ricordi non vengono annunciati, sono inseriti con prepotenza tanto che, all’inizio, leggendoli, sembra di aver perso il filo della storia. Bisogna fare un po’ l’abitudine al loro improvviso inserimento.

La storia prende sin dall’inizio ed è molto scorrevole, anche se non si capisce dove voglia andare a parare, in quanto l’autore, per circa i tre quarti del libro, si limita a raccontare le vicissitudini dei personaggi che si alternano: Roy e Lilly Dillon, Moira e Carol. Racconta la loro vita, gli eventi che li hanno feriti. Tutti sono accomunati da un passato triste, in cui hanno sofferto, o da vicissitudini che li hanno fatti evolvere in negativo. Tutti imbrogliano e hanno un passato da nascondere.

Quando sembra che la storia stia per concludersi in maniera molto semplice, raccontando solo la vita di questi truffatori collegati fra di loro da parentele e amicizie,  subentrano diversi colpi di scena che lasciano di stucco e preparano un  finale improvviso e destabilizzante.

I truffatori non è un libro che mette in scena i buoni sentimenti, è un calcio in faccia che mette in evidenza il menefreghismo e l’egoismo di persone senza scrupoli che, pur di arrivare ai propri obiettivi, non si fanno remore di alcun genere, passando sopra qualsiasi legame affettivo.

È un libro che affascina per l’ambientazione diversamente noir. Non ci sono omicidi da risolvere, ma solo storie di truffatori dove Roy è sempre quello più in bilico, ad un passo dall’essere scoperto. Empatizzare con i personaggi è impossibile, in quanto sono freddi e cinici, l’unico con il quale si potrebbe provare, ad un certo punto scompare dalla scena. Il lettore può solo osservare le vite di queste persone che non riescono (o non vogliono) a redimersi. È un racconto crudo e terribilmente reale, dove si evince la capacità dello scrittore di indagare gli abissi dell’animo umano che si vorrebbero tener chiusi e mai confessare.

I truffatori è un libro che all’inizio mi ha lasciato un po’ perplessa, avevo intenzione di dare come voto 3, la narrazione poi evolve, cambia e invita alla riflessione, presentando degli eventi che sconvolgono. Quindi non si può fare a meno di cambiare idea e passare ad un 4.

Lettura consigliata!

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