La città senza ebrei: Un romanzo di dopodomani – Hugo Bettauer

La città senza ebrei: un romanzo di dopodomani è un libro scritto da Hugo Bettauer, edito da Chiare Lettere(16 gennaio 2020).

Ho letto il libro un po’ di tempo fa e non rientra fra le mie letture preferite, ma mi ha colpito lo stesso, in quanto racconta una storia quasi profetica. Di seguito vi lascio la trama e una piccola biografia dell’autore che merita di essere letta.
Buona lettura!
😀

192 pp , 15 €

Un piccolo capolavoro ritrovato, una storia drammaticamente profetica, un romanzo pervaso dal miglior umorismo ebraico

«Hugo Bettauer aveva il dono di scrivere ciò che sentivano in molti. È caduto per il più sublime compito della sua professione: dire ciò che si considera giusto.»
Robert Musil

«Chiediamo che gli ebrei, nella misura in cui non possano essere espulsi e non se ne vadano volontariamente, siano immediatamente internati in campi di concentramento.»
Leopold Kunschak, esponente del Partito cristianosociale austriaco,
discorso all’Assemblea costituente, 29 aprile 1920

Vienna, primi anni Venti del Novecento. In un clima di esasperata intolleranza antisemita, il Parlamento approva all’unanimità una legge per bandire gli ebrei: “A tarda sera i deputati videro una città illuminata a festa” racconta una delle prime scene di questo romanzo drammaticamente profetico. Dopo la cacciata, le banche, le industrie, le boutique, i locali notturni, i caffè entrano in crisi e le ragazze viennesi rimpiangono gli audaci e raffinati corteggiatori ebrei. Ormai la moda propone ridicole acconciature alpine, scarponi chiodati, tristi loden, e la letteratura approda allo strapaese montanaro. La città tocca il fondo della grettezza e dello squallore.
Pubblicato nel 1922 e subito diventato uno straordinario successo editoriale, La città senza ebrei è un libro attualissimo, scritto diversi anni prima dell’Olocausto. Un romanzo che ancora oggi ha molto da dirci, per la forza di una storia che voleva essere paradossale e risulterà invece premonitrice.
Bettauer, poliedrica figura di intellettuale contro, irriverente, arguto, letto e amato dai più grandi della letteratura dell’epoca, in seguito alla pubblicazione del libro sarà travolto da un’onda feroce di odio. Morirà pochi anni dopo, nella redazione della rivista da lui fondata, ucciso da un giovane nazista.

Hugo Bettauer (1872-1925), scrittore, giornalista, sceneggiatore austriaco di origine ebraica (sua la sceneggiatura de La via senza gioia, uno dei primi film interpretati da Greta Garbo), prolifico autore di romanzi gialli, fondatore di riviste i cui contenuti destarono scalpore e scandalo (tra le altre, «Lui e lei. Settimanale di cultura di vita e di erotismo»), visse a New York negli ultimi anni del XIX secolo e in seguito fu corrispondente per gli Stati Uniti da Berlino e Amburgo. A causa delle sue prese di posizione su sessualità, aborto, divorzio e in generale sulla morale e i costumi del suo tempo, fu oggetto di accese discussioni e critiche, subì intimidazioni continue e minacce di morte. Fu ucciso da un membro del Partito nazionalsocialista che, difeso da avvocati vicini al partito, subì una condanna di appena pochi mesi.

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