Liberati della brava bambina. Otto storie per fiorire. [Recensione]

Oggi vi parlo di Liberati della brava bambina. Otto storie per fiorire, edito da Harper Collins.

Buona Lettura!

Titolo: Liberati della brava bambina. Otto storie per fiorire
Autori: Maura Gancitano e Andrea Colamedici
Casa Editrice: HarperCollins Italia (7 marzo 2019)
Numero Pagine: 254
Prezzo Copertina: 18 €
Trama: Cosa significa essere donna? Non alzare la voce, non ribellarsi. Obbedire al padre, al marito, alla società. Significa calma e sottomissione. Dover essere una brava bambina, poi una brava moglie e una brava madre. Eppure per qualcuna tutto questo non basta.
Attraverso otto storie che spaziano dal mito alla contemporaneità, gli autori raccontano l’altra faccia della luna: e cioè come fi n dagli albori dell’umanità, in saghe, leggende ed epopee letterarie, i modelli di donne forti sono sempre stati ridotti al silenzio. Ma dal nuovo racconto delle storie di Era, Medea, Daenerys, Morgana, Malefica, Difred, Elena, Dina, se ci si pongono le domande giuste, possono risultare modi diversi di vivere se stesse e la propria femminilità, di leggere i meccanismi che circondano e intrappolano. Con la guida della filosofia, che ci aiuta a domandarci il significato delle cose e ci indica un comportamento nel mondo, questi ritratti femminili insegnano come trasformare le gabbie in chiavi e volgere le difficoltà in opportunità. Solo così ci si potrà finalmente permettere di esistere, e non aver paura di fiorire.
Fare filosofia aiuta a piazzare punti interrogativi alla fine delle parole, come fossero esplosivi. Non più “donna”, ma “donna?”, non più “si fa così”, ma “si fa così?”. Non più “è sempre stato così”, ma “è sempre stato così?”. In questo modo ogni preconcetto esplode, e si aprono passaggi segreti impensabili e altrimenti invisibili.

“Questo libro parla dei conflitti interiori che ha dentro, delle cicatrici archetipiche che la fanno stare sulla difensiva, che le scatenano la paura di essere invasa e violata nel corpo e nella psiche. È la memoria di un dolore che non ha tanto a che vedere con la storia personale, ma soprattutto con quella collettiva. Se è complicata e incomprensibile e se ha difficoltà a dire ciò che pensa davvero non è perché nelle storia le donne sono state zittite e umiliate, violate e deprezzate. Lei porta nel corpo questo dolore, anche se non lo ha vissuto direttamente: come se avesse ricevuto in eredità i brividi di chi l’ha preceduta. La storia di queste umiliazioni rivive in romanzi, poemi epici e narrazioni contemporanee e tutte queste storie possono aiutarla a trovare la via d’uscita dal labirinto in cui l’interiorità rimane spesso prigioniera, a comprendere quali siano le ragioni  e  le relazioni che le impediscono di percorrere la sua autentica strada. “

Liberati della brava bambina è un libro scritto dal duo composto da Maura Gancitano e Andrea Colamedici. Attraverso otto archetipi di donne, provenienti dal cinema, dalla mitologia e dalla religione, raccontano i vari aspetti di quello che viene definito il problema senza nome. Questo nasce e si sviluppa nel tempo: nel corso dei secoli alla donna è stato imposto il ruolo di moglie e madre. Le è stato chiesto di essere femminile, associando a questo termine caratteristiche come la procreazione, la cura dei figli, del marito e della casa. Le è stato anche fatto credere di essere libera di poter scegliere cosa essere e fare, ma subdolamente le è stato detto di non trasgredire ai dettami della femminilità, per non rischiare di essere meno donna. Ogni passo versò ciò che le donne vorrebbero, potrebbe allontanarle da quella che per la società è definita la retta via. Una donna troppo emancipata, che cerca di far valere le proprie ragioni, che sceglie la carriera alla famiglia, che viaggia da sola, che si diverte con le proprie amiche, ecc.. ecc..  diventa “maschile”, e dovrebbe chetare questo suo istinto di indipendenza, o almeno è quello che vorrebbe una società maschilista e patriarcale come la nostra.

Il desiderio di essere moglie (o madre) non è giusto o sbagliato. Il problema è quando questo ruolo impedisce di essere anche altro, obbligando a trovare tutte le soddisfazioni in un unico ruolo. Bisogna spogliarsi dei ruoli imposti. Altrimenti, i condizionamenti sociali diventano gabbie senza uscita che generano frustrazione, insoddisfazione e infelicità, creando il Problema senza nome: un malessere ancora segreto e nascosto, dagli effetti devastanti.

La protagonista assoluta del libro è la donna che nei secoli è stata sottomessa, violata, abusata e costretta al silenzio. Le otto storie proposte raccontano di donne indipendenti che, a causa dei ruoli imposti dal patriarcato, sono state costrette a rinunciare allo loro realizzazione, o addirittura a loro stesse. Sono le storie di donne che hanno combattuto per ottenere il potere che le spettava di diritto, ma che si sono scontrate con il famigerato “Soffitto di cristallo”:

” È l’invisibile ma invalicabile barriera che impedisce alle minoranze e alle donne di salire ai gradini superiori della scala aziendale, indipendentemente dalle loro qualifiche o dai loro risultati. […] Scopo di questo soffitto è il mantenimento dei ruoli più importanti nelle mani degli uomini di potere, che l’hanno sempre detenuto. “

Donne dominate da una rabbia incontrollabile, che vorrebbero prendersi le responsabilità delle proprie azioni per quello che sono realmente e non per l’errato giudizio altrui. Donne che vorrebbero essere libere di fare ciò che vogliono, senza dover seguire dei dettami. Donne che si rendono conto che tutto intorno a loro sta degenerando ma, nonostante gli sforzi, non riescono a cambiare l’andamento delle cose.

Gli autori, oltre ad analizzare e approfondire i vari volti del problema senza nome, propongo anche quelle che possono essere le soluzioni, in un processo che parte dal riconoscimento personale e va fino a quello esteriore:

“Il problema senza nome non è una patologia, ma un desiderio, e ogni desiderio si risolve solo quando viene esaudito.”

Liberati della brava bambina è un libro ricco di spunti, una piacevole lettura che rende chiare situazioni che, noi donne, affrontiamo quotidianamente e che spesso lasciano sentimenti di rabbia, frustrazione e impotenza; fornendo le soluzioni ai problemi che creano con un approccio filosofico.

Lettura consigliata!

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