Chiedimi scusa: una lunga lettera per mandare via il mostro

Oggi parliamo del libro Chiedimi scusa di Eve Ensler.
Buona Lettura!

Autrice: Eve Ensler
Titolo: Chiedimi Scusa
Casa Editrice: Il Saggiatore (3 ottobre 2019)
Prezzo Copertina: 12 €
Numero Pagine: 112
Trama: Eve Ensler, abusata dal padre dall’età di cinque anni, scrive per se stessa la lettera di scuse che lui non le ha mai mandato. E firma così il suo racconto più intimo e potente, con cui riscatta tutte le donne che ancora aspettano delle scuse.

Eve, fino all’età di cinque anni, era una bambina vivace, dalla spiccata intelligenza e innamorata del suo papà. Un giorno, il silente mostro che giace nel padre, si sveglia e ruba l’innocenza della figlia abusando di lei e continuando negli anni.

Quando nota un barlume di ribellione, ma anche la voglia di lasciarsi morire, il padre-mostro decide di smettere di abusare di lei: 

“[…] la vittima del mio omicidio mi tormentava risiedendo in casa mia, costringendomi ad assistere ogni giorno alla decomposizione e al marcire della sua giovane essenza. Costringendomi ad affrontare le conseguenze delle mie spregevoli azioni. Era intollerabile. Era una follia. […] Una volta diventata questa creatura arrabbiata e danneggiata, ne rimasi disgustato e le diedi la colpa. […] Da allora vissi per ferirti. Per ferirti per le tue inoccultabili ferite. Così cominciò il regno della punizione, della violenza e del terrore. “

Iniziano le violenze fisiche e psicologiche, mirate a non farle svelare il loro “segreto”. Il contesto fatto di soprusi e botte, porta Eve a fuggire più volte da casa, e intraprendere strade dissolute. Purtroppo però torna sempre, a causa della mancanza di soldi e per un disperato bisogno di approvazione paterna, che non riceverà mai: né il giorno della sua laura e né in quello del suo matrimonio.

Chiedimi scusa è un libro scritto per lasciar andare via il mostro: Eve, dopo anni dalla morte del padre, decide di scrivere la lettera di scuse che lui non le ha mai mandato, ma di cui necessità per sentirsi libera e per poter finalmente chiudere quel terribile capitolo di vita.

“Questa lettera è il mio tentativo di dotare mio padre della volontà e delle parole per attraversare il confine delle scuse e parlarne la lingua, così da poter essere finalmente libera.”

Eve, attraverso quelle che dovrebbero essere le parole del padre, racconta le terribili violenze, ripercorrendole sin da quando ebbero inizio. Cerca di immaginare quello che avrebbe potuto dirle un uomo malvagio come lui, le “giustificazioni” che avrebbe dato ai suoi orrendi gesti. Scava nei meandri di una mente corrotta, provando a immaginare il motivo, semmai possa essercene uno, che lo ha portato a farla soffrire così tanto, trascinando nell’odio anche i familiari, che non hanno mai fatto nulla per aiutarla.

La lunga lettera è un pugno nello stomaco, difficile da leggere. Ho dovuto interrompere la lettura diverse volte a causa dell’intensità del dolore descritto e per le brutalità raccontante. Il libro è breve, sono poco più di cento pagine, ma è carico di emozioni forti. Una volta terminato si ha un senso di disagio, tristezza e rabbia. Diverse sono le domande che vorticano in testa: “Ma possibile che esistano persone del genere?”; “Come può una madre far finta di nulla e girarsi dall’altra parte, vedendo la figlia umiliata e picchiata?”; “Come può un padre abusare di una figlia?”.

“E la tua povera madre. Cosa doveva fare? L’avevo terrorizzata per così tanti anni, maltrattandola con la mia volgarità, il mio sussiego, e le mie minacce, che ormai era una complice atterrita e devota.”

Le parole di Eve sono la testimonianza di una donna vittima di violenza, sia fisica che psicologica. Nonostante sia dolorosa da leggere, è un testo importante in quanto è una denuncia che potrebbe spronare altre donne ad uscire allo scoperto, smettendo di nascondersi per i più svariati motivi.  Inoltre si parla anche delle conseguenze che lo stupro e gli anni di violenza possono portare a una persona:

“Ti spingevi troppo in là, assumevi eroina, saltavi dai ponti, guidavi a centosessanta chilometri all’ora. Ti ho derubato della normalità. Ho distrutto il tuo concetto di famiglia. Ti ho costretta a tradire tua madre. Hai vissuto con un perenne senso di colpa e odio per te stessa. Ho creato gerarchia, sfiduci e competizione violenta tra te e i tuoi fratelli. Nessuno di voi si sarebbe ripreso.”

Chiedimi scusa è una terribile doccia fredda, uno schiaffo in viso, una storia che vuole urlare il dolore e la delusione di una bambina, la rabbia di un’adolescente, la consapevolezza di una donna.

Lettura consigliata

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