L’universo nei tuoi occhi: un libro che parla di bullismo [Recensione]

Oggi vi parlo di una storia che parla di bullismo.
Buona Lettura!
😀

Autrice: Jennifer Niven
Titolo: L’universo nei tuoi occhi
Casa editrice: De Agostini (21 marzo 2017)
Numero pagine: 416
Prezzo copertina: 14,90 €
Trama: Affascinante. Divertente. Distaccato. Ecco le tre parole d’ordine di Jack Masselin, sedici anni e un segreto ben custodito. Jack non riesce a riconoscere il volto delle persone. Nemmeno quello dei suoi fratelli. Per questo si è dovuto impegnare molto per diventare Mister Popolarità. Si è esercitato per anni nell’impossibile arte di conoscere tutti senza conoscere davvero nessuno, di farsi amare senza amare a propria volta. Ma le cose prendono una piega inaspettata quando Jack vede per la prima volta Libby. Libby che non è come le altre ragazze. Libby che porta addosso tutto il peso dell’universo: un passato difficile e tanti, troppi chili per farsi accettare dai suoi compagni. Jack prende di mira Libby in un gioco crudele, un gioco che spedisce entrambi in presidenza. Libby però non è il tipo che si lascia umiliare, e il suo incontro con Jack diventa presto uno scontro. Al mondo non esistono due tipi più diversi di loro. Eppure… più Jack e Libby si conoscono, meno si sentono soli. Perché ci sono persone che hanno il potere di cambiare tutto. Anche una vita intera.

“La vita è troppo breve per perdere tempo a giudicare gli altri. Che diritto abbiamo di dire al prossimo come dovrebbe sentirsi o cosa dovrebbe essere? Perché non cerchiamo di migliorare noi stessi, invece? […] E a tutte le altre dico: siete desiderate e desiderabili. Grasse e magre, alte e basse, carine o bruttine, estroverse o timide. Non permettete a nessuno di sostenere il contrario. Nemmeno a voi stesse.
Soprattutto a voi stesse.”

L’universo nei tuoi occhi è un libro scritto da Jennifer Niven, che racconta la storia di Jack e Libby. La narrazione si alterna con capitoli che contengono le vicende dal punto di vista dei due personaggi principali:

Jack è un finto bullo con la prosopagnosia, ovvero un deficit percettivo che impedisce ai soggetti che ne vengono colpiti di riconoscere i tratti di insieme dei volti delle persone. Nessuno conosce il suo problema, neanche la famiglia. É fidanzato con Caroline da diverso tempo e ha degli amici di cui non condivide sempre il modo di fare.  La sua famiglia sta vivendo un periodo un po’ turbolento e lui conosce anche i motivi, questi lo rendono inquieto.

Libby è una ragazza sovrappeso con un passato difficile. Dopo la morte della madre, ha trovato conforto nel cibo ed è ingrassata a dismisura, tanto che per poter uscire di casa è stato necessario l’intervento dei pompieri. In seguito a questo episodio, ha perso peso ed è ritornata a scuola. Nonostante le tristi vicissitudini della sua vita, ha un carattere molto forte ed è gioiosa con chi la circonda.

Già dalle prime pagine è possibile immaginare il contesto in cui si muovono le vicende e le tematiche che si andranno a toccare. Siamo in una scuola dove ritorna, dopo anni di lezioni private a casa, la su citata Libby, una ragazza con una storia “diversa” rispetto ai suoi coetanei, fatta di cibo, dolore e grossi problemi legati all’obesità. Viene messo in evidenza come sia difficile essere un’ adolescente con canoni estetici che non rispettano gli standard imposti dalla società, e come l’essere “diverso” possa rendere il malcapitato\a una vittima di bullismo.

Le tematiche affrontate sono tante: si parla di bullismo, di disturbi alimentari, ma anche di elaborazione del lutto, di redenzione, di come sia difficile essere adolescenti e denunciare episodi di violenza e\o bullismo, e a questo proposito il ruolo fondamentale che ricoprono i genitori e le istituzioni.

Lo stile della scrittrice è molto scorrevole, non si sofferma su dettagli inutili, e descrive la terribile realtà che può vivere una ragazza che subisce bullismo: dal non voler andare più a scuola, al non denunciare a insegnanti e genitori gli abusi subiti per paura delle ripercussioni; dal ritrovare bigliettini denigratori, all’essere apostrofata come “grassona”, “vacca” e “culona”.

Inoltre, l’autrice riesce a coinvolgere il lettore e con i protagonisti si crea una forte empatia, soprattutto con Libby, una ragazza molto forte e coraggiosa, che non subisce passivamente le angherie e non attende che il principe azzurro vada a salvarla, in quanto è in grado di farlo da sola.

“Guarda che ti vediamo, Kendra! Non puoi sottrarti allo sguardo delle tue compagne!
Ma chi se ne importa! Sei splendida! Siamo tutte splendide! Il nostro corpo è qualcosa di
meraviglioso, di miracoloso, e non dovremmo mai vergognarcene!”

Sin dalle prime pagine si presagisce che il bullo in realtà ha un animo nobile, ed è quasi costretto a mantenere il suo status di “bad boy” a causa del suo deficit percettivo. Il messaggio che si crea non tanto mi piace, è quasi come se un disturbo possa giustificare dei comportamenti  sbagliati. La storia evolve e nasce un evitabile sentimento fra i due protagonisti. La domanda viene spontanea: perché fra la persona vittima di bullismo e chi l’ha fatta diventare lo zimbello della scuola, deve sbocciare un sentimento?

Non sempre l’amore è la soluzione a tutto, e non sempre una storia del genere deve concludersi con l’happy ending amoroso. Per come si sono intrecciati i fili della trama e per come sono stati sviluppati i personaggi, sarebbe stato più opportuno se i due protagonisti fossero diventati ottimi amici. Così facendo l’autrice avrebbe regalato ai suoi lettori un finale coerente alla storia e non banale.

L’universo nei tuoi occhi è sicuramente una lettura piacevole e consigliata, senza limiti d’età, in quanto esplora e racconta con maestria le vicende che possono vivere ragazzi adolescenti, e può essere in grado di accendere una lucina in chi è vittima di bullismo, spronando a denunciare. 

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