La Quinta Stagione – N.K. Jemisin [Recensione]

Oggi vi parlo della saga creata da N.K. Jemisin.
Buona Lettura!
😀

Titolo: La Quinta Stagione – La terra spezzata 1
Autrice: N.K. Jemisin
Casa Editrice: Mondadori (30 aprile 2019)
Numero Pagine: 490
Prezzo Copertina: 15 €

 

 

<<Un desiderio ammirevole dice,>> dice Schaffa << ma la realtà dei fatti, Damaya, è che tu non sai controllarti. Non è nella tua natura. Sei come il fulmine, pericoloso se non viene catturato da fili metallici. Sei fuoco… di certo una luce calda in una notte buia e fredda, ma anche una deflagrazione che può distruggere tutto sul suo cammino…>>

La Quinta stagione è il primo volume della trilogia de “La terra spezzata”, scritta da N.K. Jemisin, a questo seguono: The Obelisk Gate e The Stone Sky. Ogni libro ha vinto il premio Hugo come miglior romanzo, un evento unico nella storia.

Il primo volume della trilogia rappresenta una lunghissima introduzione. L’autrice presenta la storia dei personaggi e il mondo fantastico in cui si svolgono le vicende, l’Immoto.

Trama: È iniziata la stagione della fine. Con un’enorme frattura che percorre l’Immoto, l’unico continente del pianeta, da parte a parte, una faglia che sputa tanta cenere da oscurare il cielo per anni. O secoli. Comincia con la morte, con un figlio assassinato e una figlia scomparsa. Comincia con il tradimento e con ferite a lungo sopite che tornano a pulsare. L’Immoto è da sempre abituato alle catastrofi, alle terribili Quinte Stagioni che ne sconquassano periodicamente le viscere provocando sismi e sconvolgimenti climatici. Quelle Stagioni che gli orogeni sono in grado di prevedere, controllare, provocare. Per questo sono temuti e odiati più della lunga e fredda notte; per questo vengono perseguitati, nascosti, uccisi; o, se sono fortunati, sono presi fin da piccoli e messi sotto la tutela di un Custode, nel Fulcro, e costretti a usare il loro potere per il bene del mondo. È in questa terra spezzata che si trovano a vivere Damaya, Essun e Syenite, tre orogene legate da un unico destino.

All’inizio è un po’ ostico entrare nelle vicende narrate, forse perché l’orogenia e tutto il mondo creato sono una novità e vengono introdotti lentamente, ma è un ostacolo che si supera dopo le prime cinquanta pagine. Il libro parte con la presentazione di tre donne orogene, ovvero persone capaci di manipolare l’energia termale, cinetica e altre forme simili per affrontare gli eventi sismici. Purtroppo però, questa loro caratteristica non è vista di buon occhio dalle persone normali, poiché un orogeno senza addestramento, spaventato e incapace di controllarsi è anche in grado di scatenare terremoti e uccidere le persone che incrociano il loro cammino. Per questo motivo, quando si palesano i poteri, vengono denunciati al Fulcro, affinché siano prelevati, addestrati e tenuti sotto controllo. L’immoto è il mondo in cui ci troviamo ed è abituato alle catastrofi, altresì dette Quinte stagioni, ovvero un lungo inverno-che dura almeno sei mesi- scatenato dall’attività sismica o da altre alterazioni ambientali su vasta scala.

Le protagoniste sono:

Essun, una donna a cui viene ucciso il figlio dal marito dopo che ha scoperto la sua vera natura orogena. Il marito scappa con la loro seconda figlia ed Essun si lancia all’inseguimento. Durante il suo cammino incontra Hoa, un misterioso bambino.

Damaya è una bambina che, dopo essere stata scoperta essere un’orogena, viene affidata al fulcro per essere addestrata.

Syenite è una  ragazza che vive nel Fulcro e ha già una certa padronanza  della propria orogenia. Infatti deve svolgere missioni che prevedono l’utilizzo dei suoi poteri, l’ultima prevede che venga accompagnata da Alabaster, suo mentore e compagno sessuale ( le donne orogene, così come gli uomini, sono costretti ad accoppiarsi per avere figli e sfruttare così il loro potere). Syenite scopre delle verità che la portano a dubitare sulla dottrina che le è stata inculcata.

Le storie di queste tre donne si alternano di capitolo in capitolo, e sembra che si stiano leggendo tre libri diversi, poiché, aldilà del fatto che siano donne orogene e si muovano nello stesso mondo, non sembrano avere nulla in comune. Alle fine però, i loro destini si intrecciano.

Le tre donne vivono situazioni diverse e quella più distaccata è Essun: consapevole delle brutture del mondo in cui vive e mossa solo dalla vendetta. Inoltre, le vicende che la vedono protagonista sono narrate in seconda persona, come se stesse parlando con se stessa, per esempio:

Tu sei lei. Lei è te. Sei Essun. Ricordi? La donna a cui è morto il figlio.
Sei un’orogena che vive nell’insignificante cittadina di Tirimo da dieci anni. Solo tre persone sanno che cosa sei e due di loro non le hai messe al mondo tu.
Bene. Ne rimane una sola che sa, ora.
Sono dieci anni che vivi la vita più ordinaria possibile.

Questo genere di narrazione spiazza e va a creare una sensazione di distaccamento del personaggio, sia dal lettore che dalle vicende che sta vivendo.

Alcuni colpi di scena lasciano, soprattutto all’inizio, stupiti però, per come sono costruiti, rendono i successivi un po’ prevedibili.

Infine, lo stile dell’autrice è molto coinvolgente e fluido. La storia si legge con piacere, si crea empatia con i personaggi e la curiosità è stuzzicata quanto basta.

Consiglio la lettura a tutti gli appassionati del genere, in quanto è molto interessante e originale l’aspetto fantasy fatto da orogenia e mangiapietra. Per quanto mi riguarda, aspetto con ansia l’uscita del secondo volume della saga.

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