La strega, una storia vera – Madeleine Bavent [Recensione]

Oggi vi parlo di un libro che mi ha lasciato molto perplessa: La strega- Una storia vera.
Buona Lettura!
😀

Titolo: La strega – Una Storia Vera
Autrice: Madeleine Bavent
Numero Pagine: 205
Casa Editrice: Edizioni Clichy (26 febbraio 2019)
Prezzo Copertina: 14 €
Trama: L’ampio dibattito demonologico che nel Cinquecento e Seicento coinvolse magistrati, medici, uomini di Chiesa è ben documentato e studiato… Ma chi ha raccontato la storia delle vittime? Questo libro è un’occasione per dare nuovamente voce a tutte le donne imprigionate o finite sul rogo con l’accusa di stregoneria. Madeleine Bavent, giovane religiosa in un convento francese, subisce per mano del suo confessore e del suo curato qualsiasi tipo di tortura psicologica e fisica, tanto da impazzire ed essere per questo accusata di possessione demoniaca. Attraverso la confessione che le viene estorta dai suoi esorcisti, Madeleine è costretta a rivivere i momenti cruciali della sua esistenza tormentata: dalla vocazione religiosa alla scoperta della sessualità, dall’iniziazione alle messe nere fino agli esorcismi, dalla prigionia ai ripetuti tentativi di suicidio, per arrivare infine al patto col diavolo e alla ribellione, che non esclude però la consapevolezza del peccato.

La strega- Una storia vera scritto di Madeleine Bavent, è la prima, e forse unica, testimonianza di una vittima della caccia alle streghe, poiché la norma dettava di bruciare le carte processuali insieme alla presunta adepta di satana.

Madeleine, di famiglia relativamente agiata, nasce nel 1602 a Rouen. Rimasta orfana a nove anni, viene affidata allo zio Léon Sadoc, giudice e presidente del tribunale del commercio; a 21 anni viene accolta come novizia nel convento di Saint Louis de Louviers.  Qui, per circa una decina d’anni, viene coinvolta inconsapevolmente in una setta di cui facevano parte la superiora, diverse monache e il padre confessore, Mathurin Picard. In seguito, avendo capito dove è finita, è stata incapace di uscirne fuori.

Nonostante il decreto parigino del 1641, che fa espresso divieto di istituire processi di stregoneria, di fronte a quello che accade nel convento di Louviers, il tribunale ecclesiastico normanno non intende fare lo spettatore. Dopo solo dieci giorni di indagini, il vescovo di Èvreux emette il suo verdetto contro Madeleine Bavent <<colpevole di apostasia, sacrilegio e magia, di essere stata al Sabba e al convegno di Stregoni e Maghi […] di aver vergognosamente prostituito il suo corpo ai diavoli, agli stregoni  ad altre persone, […] di aver cospirato con stregoni e maghi, nei loro convegni e al sabba, al disordine e alla generale rovina di tutto il suddetto monastero, alla perdizione delle religiose e delle loro anime […]>>

I suoi crimini, su riportati solo in minima parte, vengono espiati nelle prigioni episcopali di évreux, dove, spogliata del velo, resta a pane e acqua, che può consumare solo tre giorni la settimana. Viene successivamente trasferita nelle prigioni di Rouen, dove morirà.

Il libro rappresenta una confessione generale resa dopo anni di segregazione, anni di torture e interrogatori. Inoltre è un documento di rilevante importanza storica, poiché è una testimonianza scritta di proprio pugno da una vittima dell’inquisizione.

Madeleine racconta tutto quello che ha subito, sia all’interno del convento e sia durante gli anni di prigionia, denunciando atti terribili.

“La giustizia deve fare attenzione alle persone alle quali ci affida nelle prigioni e durante i trasferimenti perché abbastanza spesso le pecore vengono affidate alla sorveglianza dei lupi”.

Nella confessione, estorta dai suoi esorcisti, rivive i passaggi della sua vita: la vocazione religiosa, la scoperta della sessualità, il trasporto e la partecipazione ai sabba, il patto col diavolo, le violenze e le molestie ricevute, le azioni blasfeme, gli esorcismi, i tentativi di suicidio e la prigionia. Nelle parole della religiosa si legge il profondo conflitto che ha vissuto: da un lato c’è la donna dalla profonda fede, che soffre nel momento in cui viene spogliata del velo. Pentita del suo comportamento blasfemo, chiede pietà e perdono a Gesù. Dall’altro lato però, c’è la donna che ha compiuto nefandezze delle quali non ricorda bene tutti i particolari. Ammette persino di aver mangiato della carne di bambino e di non averla consumata tutta perché insipida.

Il suo racconto non è esente da storie di violenze fisiche, psicologiche e sessuali ai suoi danni. E traspare anche una forte omertà: il rapporto che si è creato con padre Picard è noto ai più, Madeleine stessa chiede aiuto in quanto esausta delle continue attenzioni non richieste (sfociate poi in violenze) da parte del religioso, ma nessuno le ha mai dato ascolto o fatto qualcosa per aiutarla, ad eccezione di un prete.

Il processo che l’ha vista protagonista si è basato sulla testimonianza di una suora che alterna momenti di lucidità a momenti in cui afferma di essere posseduta dal demonio: È lei che racconta le “malefatte” di Madeleine ad una giuria che pende dalle sua labbra.

Un’altra suora, tale Piccola Madre Françoise Superiora, accusata anch’essa di stregoneria e abominio, viene rilasciata poiché favorita del re.

È abbastanza palese, perciò, come Madeleine sia stata una semplice pedina, una donna vessata, usata come capro espiatorio.

Il libro mi ha lasciato alquanto turbata, ho avuto l’impressione di leggere le confessioni di una donna bisognosa di cure psicologiche, che si è trovata all’interno di una setta che l’ha circuita, facendo leva sulla sua debolezza psicofisica; violentandola sia psicologicamente che fisicamente. Il suo racconto, in alcune pagine, sembra essere uscito fuori da una saga fantasy e si ha l’idea che possa essere stata drogata, oppure costretta a scrivere le parole che sono giunte a noi.

La testimonianza è molto toccante. La lettura può turbare, ma rappresenta comunque le parole di una vittima di un male, l’inquisizione, che ha sterminato numerose donne (e anche uomini) tante volte innocenti, in nome della religione.

Consiglio la lettura a chi cerca materiale che documenti la terribile caccia alla streghe.

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6 commenti

  1. Cambia la forma esteriore a secondo del secolo e dei costumi, ma il meccanismo rivolto a creare il capro espiatorio, non cambia. Si ripete puntuale.
    Basta un’occhiata alle cronache attuali, dalla politica alla famiglia, al mondo degli affari ecc.
    È incredibile come l’essere umano sia capace di certe perversioni e come riesca a sporcare e travisare anche i più nobili principi.

    Piace a 1 persona

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