Pet Sematary: non tutte le trasposizioni riescono col buco

Il 9 maggio è arrivato nelle sale italiane Pet Sematary, film ispirato all’omonimo libro scritto da Stephen King. Di seguito la recensione.
Buona Lettura!
😀

Trama

Pet Sematary, il film diretto da Kevin Kölsch e Dennis Widmyer , segue le vicende del Dr. Louis Creed (Jason Clarke), il quale, dopo aver traslocato insieme alla moglie Rachel (Amy Seimetz) e i loro due figli da Boston in una località rurale del Maine, scopre un misterioso cimitero vicino alla sua nuova casa. Quando una tragedia colpisce la sua famiglia, Louis si rivolge al suo bizzarro vicino, Jud Crandall (John Lithgow), scatenando una pericolosa reazione a catena dalle terribili conseguenze.

Ho letto Pet Sematary giusto la settimana prima che uscisse l’omonimo film nelle sale, e mi ero creata grosse aspettative. Il libro mi è piaciuto un sacco, la storia riesce a turbare e angosciare con descrizioni di scene alquanto macabre (la recensione la trovate qui).  La protagonista assoluta è la morte, o almeno nel libro; nel film invece, è la classica famiglia che si trasferisce in una casa situata in una zona sperduta del mondo.

È evidente il tentativo di ricreare le atmosfere cariche di angoscia e minaccia descritte nel romanzo, attraverso l’introduzione di elementi bizzarri e perturbanti: la sfilata dei bambini mascherati da animali, la malattia che ha deturpato Zelda, … .

Il risultato però è pessimo, in quanto il tutto risulta quasi fuori posto, e la ricerca della tensione e dell’angoscia si perdono a causa della presenza di  jump scare, a volte inutili ai fini della narrazione. Esempio: il film è appena iniziato, l’allegra famigliola è arrivata nella nuova casa. Un camion spunta all’improvviso facendo saltare lo spettatore dalla poltrona. La narrazione continua e noi, dopo neanche tre minuti, sappiamo già che quando succederà qualcosa di brutto, la colpa sarà di un camion.

Pet Sematary è un film sconnesso, dove le azioni dei personaggi e i loro stati emotivi, non sempre trovano un senso. Alcune scene sembrano essere sviluppate a metà e trasmettono la sensazione di voler raccontare una storia più complessa di quella che stanno descrivendo.

I motivi per i quali vediamo determinati avvenimenti, mancano.  Accadono “cose” in maniera meccanica, per pura esigenza narrativa. Il cattivo è ridotto a un sussurro del bosco. I suoi influssi negativi, la capacità di far succedere cose per raggiungere i suoi obiettivi non vengono mostrati, è relegato a essere l’immagine di un libro mostrata per giustificare quello che sta accadendo.

La storia del terreno dietro il cimitero degli animali non viene proprio menzionata, ed è necessaria affinché sia facile capire determinate dinamiche e, soprattutto, gli atteggiamenti dei personaggi.

I personaggi e le loro relazioni non sono sviluppate bene, vengono presentati in modo superficiale e piatto, a differenza del libro. Il rapporto sentimentale che lega Louis e Rachel è abbastanza elementare, così come il legame tra Rachel e la sorella Zelda, che viene inserita per aver un elemento horror in più. Anche Jud perde la sua importanza e diventa una mera comparsa. Il finale, che è del tutto diverso dal libro, non ha un significato logico. Hanno provato a ricreare la situazione raccontata da King, ma i risultati sono stati scarsi e pessimi.

Diventa perciò necessario leggere il libro prima della visione del film, altrimenti è una storia piatta, con una sceneggiatura piena di buchi e che spaventa a causa di elementi jump scare.

Mi viene veramente difficile recensire questo film, probabilmente a causa  della recente lettura dell’omonimo libro. Purtroppo è evidente la superficialità usata nel trattare la storia. Sembra quasi che abbiano preso in prestito il titolo del libro e qualche scena saliente.

Fare la trasposizione di un libro di Stephen King non è semplice, a causa della presenza di diversi approfondimenti che, volendoli proporre tutti, genererebbero una mini serie tv. Kubrick, per esempio, con il film Shining, nonostante le polemiche dello stesso autore, riuscì a conservare l’anima della storia, dando una spiegazione sommaria a tutto quello che accadeva e creando un clima di terrore con scene che sono diventate famosissime. In Pet sematary tutto ciò manca.

Io, che ho letto il libro, sono riuscita a dare una spiegazione logica a determinate situazioni e avvenimenti, ma chi non ha avuto modo di leggere la storia?

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19 commenti

  1. Il libro lo sto leggendo (sembra mooolto bello a mio avviso)ma sono incostante😅👎… questo film del 2019 non l’ho ancora visto(oramai direi che l’ho perso nelle sale)… ma il film dell’ ‘89 mi piacque e mi piace ancora tanto😉👊

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  2. brutto film,il libro parla di lutto e del senso di colpa.
    il film è pieno di jumpscares inutili, scene a *azzo di cane e vere e proprie licenze NON poetiche. Uno schifo noioso perke non ci hanno manco dato il tempo di empatizzare o quantomeno conoscere i personaggi

    non so se ci sarà un confronto nel mio blog anche con il film del 89, ma intanto mentre lo guardavo ho annotato considerazioni e differenze enormi col libro. brr… che bruttura

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