Game of Thrones [8×5]: Burn baby, burn!

***Avviso ai naviganti***

La seguente recensione è piena di spoiler
Buona Lettura

Ed eccoci alla penultima puntata de Il trono di spade, serie che ha riscosso un successo globale, ma che si sta concludendo con una stagione che raccoglie un sacco di pareri negativi. Pensate che hanno addirittura lanciato una petizione per chiedere di fare un remake che ha superato un milione di firme.

La puntata inizia con Varys intento nel fare quello che gli riesce meglio: lo spione. Scrive delle lettere e si intravede qualche parola in cui comunica la vera identità di Jon. Chi sono i destinatari?

Nel frattempo cerca anche di far avvelenare la madre dei draghi. Finalmente qualcuno che tenta di fare qualcosa per bloccare l’ascesa di una futura tiranna. Va anche da Jon a dirgli: “guarda che lo so che stai fornicando con tua zia”, e lui lo guarda come un ebete, terrorizzato di finire sul noto giornale di scoop Winterfell 3000, e  fa finta di niente rinnovando la sua fedeltà a crazy Daenerys.

Sembra che stia per iniziare la “tessitura” di un tradimento in grande stile got, evviva!  Però, siccome l’intelligenza, in quest’ultima stagione, non è vista di buon occhio, Tyron, aspirante al premio di ingenuo di corte, tenta di accattivarsi la regina:

“C’è un traditore”
“lo so,  è Jon merda”
“No, veramente è Varys”
“No, Jon merda”
Tyron, che ha paura di essere bruciato conclude con un ok.

Comunque sia, Daenerys che, oltre a volere che la gente si inginocchi in sua presenza, non sopporta i traditori, chiama il gran consiglio e fa arrostire il povero ragno, e con la lui la speranza che potesse esserci uno machiavellico sviluppo.

Jon Snow osserva la semplicità con cui Daenerys emette la condanna a morte di Varys e, forse forse, gli balena l’idea che la zia incarni alla perfezione lo spirito della sua famiglia e che sia una persona spietata. Ma non fa nulla, sta ancora lì come un manichino a pensare che i peti di Daenerys profumino di rosa selvatica. Voci di corridoio dicono che il dio della luce, deluso dall’aver fatto resuscitare un coso così inutile,  si stia mordendo le fiammelle che gli spuntano dai gomiti.

Subito dopo zia e nipote disquisiscono fra di loro. Daenerys viene di nuovo rifiutata sessualmente da Jon che, per quanto abbia in corpo sangue Targaryen, proprio non concepisce di doversi accoppiare con una sua parente. Daenerys, sola, rifiutata e folle, emette la sua sentenza: “…e allora, che mi temano”. Conferisce con i suoi e li avvisa di quello che si accingerà a fare: bruciare Approdo del re. Tyron le fa notare che ci sono tantissime persone innocenti, ma Daenerys, che quasi vorrebbe rispondere “Sti cazzi”, si contiene e inizia a filosofeggiare su quanto sia naturale e benevole il suo intervento.

Parte una scena What a fuck? in cui Tyrion, che perde il titolo di ingenuo per guadagnare quello di idiota, chiede a crazy Daenerys di bloccarsi nel momento in cui Cersei dovesse arrendersi facendo suonare le campane. Tutti gli spettatori sanno che non lo farà, lo tiene scritto in faccia. Prima di congedarsi, la regina gli comunica che hanno sorpreso Jaime mentre cercava cercava di recarsi ad  Approdo del re.

Nel frattempo arrivano Arya e il Mastino, che comunicano alle guardie di turno che stanno andando ad uccidere Cersei. Tyron scappa dal fratello e cerca di comunicare con l’immacolato di guardia nella sua lingua, sembrando un italiano che canta “anouonauei”. Il poveretto gli dice che capisce anche nella sua lingua e lo fa entrare. I due fratelli parlano fra di loro, baci e abbracci, e Tyron lo libera chiedendogli di scappare con Cersei e di convincerla a suonare le campane.

Ritorniamo all’imminente scontro:

Daenerys ha un drago e un esercito (che pensavamo dimezzato) provato dal recente scontro con gli estranei. Cersei, tronfia della sua superiorità numerica, conta la flotta di Euron Greyjoy, una moltitudine di scorpioni, la compagnia dorata, l’esercito Lannister e uno scudo umano davanti la fortezza rossa fatto di uomini, donne e bambini. Mancano gli elefanti, ma vabbè… ci accontentiamo!

Tutti sono schierati e la guerra ha inizio quando Daenerys plana con Drogon sulla flotta di Euron distruggendo tutte le navi in meno di trenta secondi. La stessa flotta che ha ucciso il povero Rhaegal con una facilità assurda, non ha neanche il tempo di scoccare una freccia.

Distrutta la flotta, Daenerys si dirige verso le mura, fa fuori tutta la compagnia dorata insieme agli scorpioni; i suoi eserciti entrano nella città.

Cersei, che fino a qualche istante guardava dal balcone quella che pensava sarebbe stata la sconfitta di Daenerys, fatica ad accettare che in meno di due minuti la sua rivale – con UN SOLO drago- abbia distrutto tutte le sue difese. Ma non vuole cedere, non vuole che le campane suonino. Nel frattempo Verme grigio, Jon Snow e l’ -ormai inutile- esercito sono penetrati nel mura, incontrano i soldati Lannister che, dopo uno scambio di sguardi, buttano le proprie spade a terra in segno di resa.

Nel mentre credo che una buona parte degli spettatori si stia chiedendo: ma c’era bisogno che Daenerys racimolasse eserciti e consensi? Quando con un drago, UN DRAGO, è riuscita a prendersi il trono? Nessuna strategia, nessun attacco a sorpresa, solo pura follia. In più: ma si sarà resa conto che nel suo folle attacco sta bruciando anche i suoi soldati? Quelli che le hanno giurato fedeltà, che hanno affrontato il mare anche se non volevano, che stanno combattendo la sua battaglia.

La gente implora che le campane suonino. Daenerys osserva la situazione dall’alto e, finalmente, le campane suonano. Sembra che sia tutto finito. Cersei scappa, sperando di salvarsi insieme al bambino che ha in grembo. Quando ecco che la mad queen decide di non fermare l’attacco e con la potenza distruttiva di Drogon, rade al suolo Approdo del re, uccidendo un sacco di innocenti.

Jon Snow, finalmente, capisce che la sua regina non è la paladina degli innocenti che millantava di essere e, con il suo solito sguardo da idiota, cerca invano di far uscire le persone dalle mura della città. Verme grigio, che ha perso il suo grande amore, vedendo che la sua regina ha dato di matto, afferra una lancia e inizia a uccidere i soldati dell’esercito nemico che avevano dichiarato resa. Nel frattempo cadono mura, esplodono case, la gente muore abbrustolita.

I minuti finali dell’attacco contengono scene neanche degne di essere collocate nella categoria What a fuck? per quanto sono insensate e deludenti:

Euron, che è riuscito a salvarsi, intercetta Jaime che tenta di raggiungere la sorella. I due combattono, il motivo non si sa, Euron ferisce mortalmente Jaime, ma rimane comunque ucciso. Ed è tutto contento perché è riuscito a uccidere lo Sterminatore di re.

Il Mastino, che è riuscito ad entrare nella fortezza rossa con Arya, implora a quest’ultima di andare via. Arya scappa, ringraziandolo. Tutto sta crollando e lui vuole la sua vendetta e va in cerca del fratello, che trova mentre accompagna Cersei e Qyburn nella fuga.

La Montagna, che si pensava fosse uno zombie obbediente, come vede il fratello si ribella e uccide Qyburn che gli ordina di fermarsi (uno dei momenti più goderecci della stagione). Cersei scappa silente passando in mezzo ai due fratelli in pieno stile what a fuck?. I due iniziano a combattere e il loro scontro finisce nel fuoco: Il Mastino resosi conto di non riuscire a sconfiggere il fratello, lo spinge e insieme a lui si catapulta fuori dalle mura, finendo nelle fiamme che ha sempre temuto.

Intanto Jaime raggiunge la sorella, i due si incontrano nello stesso posto in cui si erano lasciati. Baci e abbracci, Cersei è devastata e piange che non vuole morire. Della dura e spietata regina non è rimasto nulla. I due tentano di scappare come suggerito da Tyron.

Lo so, in tanti speravamo che sarebbe stato Jaime a uccidere Cersei, ma non è così. Lui va da lei e le rinnova il proprio amore. Delusione a catinelle. Finiscono nelle cripte dove sono conservati gli scheletri dei draghi, e scoprono che la loro via di fuga è ostruita da calcinacci. Muoiono abbracciati sotto le macerie.

Arya è ritornata in strada,  la gente  scappa alla ricerca di un rifugio. Perde i sensi e viene aiutata da una signora che cerca riparo con la propria figlia. Il terzetto si perde e Arya le ritrova con un gruppo di persone in rifugio di fortuna. Le costringe a scappare insieme per salvarle, ma come escono fuori Drogon le carbonizza (what a fuck?).

Arya si risveglia e osserva sconvolta la devastazione che ha causato Daenerys. Un cavallo bianco le viene incontro, sale in groppa e scappa via.

Lo scontro che aspettavamo da anni, ha così termine.

Considerazioni

Il quinto episodio è dedicato al tanto atteso scontro fra Daenerys e Cersei e, se da un punto di vista visivo è fantastico, ha così tante cose negative e scelte opinabili che, una volta terminata la puntata, ti parte in automatico un tonate vaffanc*lo.

La città viene rasa al suolo, a Daenerys non importa che Cersei si sia arresa facendo suonare le campane. Il suo obiettivo, come ha sempre detto per giunta, è di distruggere tutto: fuoco e sangue. E così fa. La cosa che più ho apprezzato è che non la vediamo quasi mai. Si intravede Drogon che sputa fuoco e la devastazione di cui è artefice. Il punto di vista è spostato sulla popolazione, fatta di gente innocente, di uomini, donne e bambini che poco c’entrano con la furia omicida di Daenerys. Li vediamo mentre scappano e cercano invano di trovare rifugio, ma muoiono bruciati vivi.

Tanti dicono che Daenerys sia impazzita, ma non è così. La sua vena sadica è sempre stata mostrata. Ha guardato morire il fratello mentre gli versano in testa oro fuso; ha fatto crocifiggere gli schiavisti; ha fatto bruciare il fratello e il padre di Sam perché hanno rifiutato di inginocchiarsi a lei. Le sue azioni le abbiamo, in qualche modo, giustificate perché ci era stata presentata come una donna succube che stava avendo la sua rivincita, in modi opinabili, certo. Nel nostro immaginario la collocavamo nella schiera dei buoni, dato che quella dei cattivi conteneva personaggi ancora più sadici e malvagi. La mamma dei draghi è sempre stata vista come quella che avrebbe ripulito Westeros dal marcio. Lo ha fatto, ma bruciando e devastando. Durante l’ottava stagione, dato che l’unica cattiva rimasta in vita è Cersei, le azioni di Daenerys risaltano di più e inizia ad aleggiare il dubbio che forse non è la persona equa che credevano. Ma continuiamo a giustificarla cercando di convincerci che sia impazzita: colpa dei geni e dei rapporti incestuosi della sua famiglia…e intanto lei brucia tutto ciò che si muove, in nome di un bene superiore: la libertà.

Anche in questa puntata Jon Snow è un pupazzetto che si muove avanti e dietro nello schermo, non fa nulla se non evidenziare il suo status di zerbino, incapace di schierarsi, nonostante sia consapevole che Daenerys stia per fare una strage. La domanda si fa sempre più prepotente: perché il dio della Luce lo ha fatto resuscitare attraverso l’intercessione di Melisandre? Qual è il suo scopo?

La fine di Cersei non mi è piaciuta per niente, muore piagnucolando e questo comportamento non si addice  al suo personaggio. Avrei preferito un confronto fra le due regine, uno scambio di battute, una morte più gloriosa per una donna che è stata capace di macchinazioni crudeli e sadiche. Muore fra le braccia di Jaime, dopo che ha assoldato Bronn per ucciderlo, parlando di amore. Jaime stesso è una grande delusione, si precipita dalla sorella per salvarla, nonostante quest’ultima si sia macchiata di crimini orrendi e abbia cercato di farlo uccidere. Avrebbe avuto senso se avesse ucciso lui la sorella, magari con qualche stratagemma al fine di evitare la battaglia. Ma, ahimè, abbiamo capito che a D&D ormai non frega più nulla, vogliono chiudere la serie il prima possibile.

Ci sono però delle scene che ho apprezzato. La morte del maestro Qyburn, per esempio, ha una venatura poetica: il dottor Frankstein che viene ucciso dalla sua creatura che credeva di controllare; allo stesso modo la fine dei fratelli Clegane, i quali precipitano nel fuoco, il nemico atavico del mastino. Ho anche apprezzato l’evoluzione di Daenerys, disposta a qualunque cosa pur di arrivare al suo obiettivo.

Purtroppo però, sono tanti i dubbi e le scelte che non mi sono piaciute. L’idea che la stagione finale sia stata fatta di fretta perdendo il suo vero essere, ahimè, permane.

Riusciranno i nostri eroi a dare una conclusione degna alla serie evento de Il trono di Spade? Lo scopriremo nel prossimo episodio!

Annunci

3 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.