Polar: un banale film dai colori sgargianti [Recensione Veloce]

Polar è un film del 2019 diretto da Jonas Åkerlund ed è l’adattamento cinematografico dell’omonima graphic novel del 2012, scritta da Víctor Santos.

Trama

Polar segue la storia di Duncan Vizla, alias Black Kaiser, l’assassino più esperto del mondo, che decide di ritirarsi a vita privata ma il suo ex capo dichiara che rappresenta una minaccia per l’organizzazione. Contro la sua volontà, rientra nel giro affrontando un esercito di sicari più giovani, veloci e spietati di lui che non si fermeranno di fronte a nulla pur di metterlo a tacere.

Cast

Mads MikkelsenVanessa HudgensKatheryn Winnick, Matt LucasRuby O. FeeFei RenRobert MailletJulian RichingsAnthony GrantJosh Cruddas

Recensione Veloce

Polar è quel genere di film che ti lascia con l’interrogativo amletico del “ma che c*zzo ho visto?“. Racconta la storia del sicario Ducan Vizla -alias Black Kaiser- che, arrivato all’età della pensione, diventa un costo troppo elevato per l’organizzazione in cui lavora, quindi il il suo ex capo decide che deve farlo fuori. Inizia così un folle inseguimento, ricco di spargimenti di sangue, tette e vestiti sgargianti.

Una storia simile l’abbiamo già vista- giusto per citarne qualcuno- in Kill Bill, o in Leon con tanto di ragazzina orfana e nei mille e uno film con sicari che negli anni si sono susseguiti. Il fumetto è arrivato nel 2012  e se il film fosse uscito in concomitanza, forse (super forse, forsissimo) avrebbe riscosso maggiore successo. Oggi, invece, rappresenta una storia banale, vista e stra vista, che utilizza espedienti e caratteristiche scopiazzate da altri film, che sono riusciti a lasciare il segno. Ogni tanto ci viene piazzata la scena di sesso e una tetta\culo sodo giusto per gradire. Non tutti i personaggi sono riusciti: Ducan Vizla, tenebroso e taciturno, nei modi ricorda il già citato Leon (ma anche Frank Castle); Vivian è una vera e propria sola, si limita a cambiare abiti e a rispondere al telefono; i giovani sicari sono una banda di bimbi min*ia che giocano a fare i ganzi; Blut- detto anche schizzo di merda- più che un villain potrebbe essere il commesso sfigato che frigge patatine nello sperduto paesino di vattelappesca; Camille… boh, non riesco ad esprimermi a riguardo.

Inoltre i colori, i vestiti e lo stile dei personaggi sembrano essere usciti fuori da una creazione di David LaChapelle.

Insomma Polar è un film puzzle, che ricorda un po’ troppe storie, privo di quella caratteristica che riesca a farlo emergere e renderlo originale.

Il finale lascia presagire un sequel, ma quanti, dopo essersi sciroppati due ore di nulla, attenderanno con ansia un secondo capitolo? Io, no di certo. Per me, pollice verso!

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3 commenti

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