Bohemian Rhapsody: il film che divide i fan

In quanti abbiamo aspettato trepidanti Bohemian Rhapsody ? Quanti sono usciti dal cinema soddisfatti? E, infine, quanti dopo la visione sono rimasti perplessi e, tornati a casa, hanno rivisto il live del mitico concerto di Wembley per colmare il vuoto che ha lasciato il film? Io l’ho fatto.

Il film diretto da Bryan Singer e Dexter Fletcher, è una coinvolgente celebrazione dei Queen, della loro musica e del loro leggendario frontman Freddie Mercury (Rami Malek), che sfidò gli stereotipi e infranse le convenzioni, diventando uno degli artisti più amati al mondo.
Il film ricostruisce la meteorica ascesa della band attraverso le sue iconiche canzoni e il suo sound rivoluzionario, la sua crisi quasi fatale, man mano che lo stile di vita vita di Mercury andava fuori controllo, e la sua trionfante reunion alla vigilia del Live Aid, quando Mercury, afflitto da una gravissima malattia, condusse la band in una delle performance più grandiose della storia del rock.
Facendo questo, il film cementa l’eredità di una band che è sempre stata più di una famiglia e che continua ancora oggi a ispirare gli outsider, i sognatori e gli appassionati di musica.

Oltre a Rami Malek nei panni di Freddie Mercury, il film vede nel suo cast Lucy Boynton, nel ruolo di Mary Austin, grande amore di Freddie, Gwilym Lee nei panni di Brian May, chitarrista dei Queen, Ben Hardy in quelli del batterista Roger TaylorJoe Mazzello interpreta il bassista John Deacy DeaconAidan Gillen è invece John Reid, primo manager del gruppo, Aaron McCusker ha il ruolo di Jim Hutton, a lungo il ragazzo di Mercury e Mike Myers nei panni di Ray Foster della casa discografica EMI.

Se conoscessi per sommi capi la storia dei Queen, direi senza alcun indugio che Bohemian Rhapsody è un film bellissimo. Racconta la vita di Freddie Mercury, l’uomo dietro la leggenda, la nascita del gruppo, i concerti per il mondo, come sono nate alcune delle canzoni più importanti e la morte prematura causata dall’ Aids. Però, come accade di solito, quando si vanno a toccare dei mostri sacri, i fan, soprattutto quelli più sfegatati, cercano e vogliono la verità. E Bohemian Rhapsody è un film forse un po’ troppo romanzato e che, quindi, divide: fan con gli occhi a cuoricino che gridano al capolavoro, guardati in cagnesco da quelli delusi per una storia che lascia parecchio perplessi.

Il film, come già detto, vuole raccontare la vita di uno dei più grandi artisti che la storia della musica abbia mai avuto: Freddie Mercury. Ci riesce? Non troppo. Innanzitutto viene raccontata una storia che è vera solo a metà, presenta delle discrepanze abbastanza importanti con la realtà. Ciò sembra a dir poco assurdo dato che l’intero film è stato supervisionato da Brian May e Roger Taylor.

Qualcuno mi dirà: Ma ci sta che la storia sia un po’ romanzata e che non venga raccontato tutto! Non è un documentario, è un film che si ispira alla vita di Freddie Mercury. 

Ok, sono d’accordo. È impossibile raccontare in poco più di due ore la vita di un personaggio del suo calibro. Molte vicende vengono anticipate, come per esempio la storia della malattia. Ma perché mettere in scena dei fatti non avvenuti? Esempio: il film racconta che il gruppo si sciolse poiché il suo front-man accettò un contratto da solista senza dire nulla. In realtà sappiamo che ci fu un momento in cui vennero pubblicati degli album solisti, ma che il gruppo non si sciolse mai.

A tale riguardo, illuminante è il video seguente:

Viene dato risalto al lato umano del cantante, sembra che il film voglia rispondere alla domanda: “I soldi fanno la felicità?”, per come sono andate le cose la risposta è un categorico no. Però spesso attirano le persone negative. Freddy Mercury è disegnato come un uomo molto eccentrico, determinato, ma anche manipolabile, solo e insicuro.

L’inizio titubante del concerto di Wembley non mi è piaciuto, sappiamo che il palco era l’ambiente naturale di Freddie Mercury, lo dominava con la sua voce, il suo modo di fare e l’interazione con i fan.  Gli attimi di incertezza, nel film, sono legati alla scoperta della malattia, ma non rendono giustizia al personaggio.

L’interpretazione di Rami Malek è straordinaria, ma la poca somiglianza fisica, mischiata con delle caratteristiche che stonano con il vero personaggio, non me lo hanno fatto amare. L’unico difetto fisico di Freddy Mercury – i denti- è stato così estremizzato da renderlo ridicolo (sembra una brutta copia di Don Chuck castoro). Per quanto riguarda invece gli altri membri del gruppo, se non avessi saputo che Brian May oggi sia settantenne, penserei che interpreta se stesso nel film.

Insomma, Bohemian Rhapsody è un film bello e ben interpretato, lascia però ai fan del leggendario gruppo dei Queen delle perplessità riguardanti la storia vera. Fatto sta che, ad oggi, è il biopic musicale con gli incassi più alti di sempre, Brian May non esclude un sequel e la celebre Bohemian Rhapsody è diventato il pezzo rock classico più ascoltato in streaming di sempre.

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17 commenti

  1. a me è piaciuto molto, mi sono chiesta se effettivamente quel senso di solitudine che sembrava lo avesse reso prigioniero fosse vero, è piaciuto anche a mio figlio di soli 12 anni, gli ho regalato un cd dei quenn..li adora, cerca di stimpellare qualche pezzo alla chitarra.. e questa per me è una grande soddisfazione!!

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