Animali fantastici- I crimini di Grindelwald [Recensione]

Animali fantastici – I crimini di Grindelwald è un film del 2018 diretto da David Yates e scritto da J. K. Rowling. La pellicola è il sequel del film del 2016 Animali fantastici e dove trovarli, ispirato all’omonimo libro di J. K. Rowling.

trama

Alcuni mesi dopo gli eventi che hanno scosso la città di New York, una schiera di fedeli seguaci si stringe intorno al famigerato mago oscuro Gellert Grindelwald (Johnny Depp), evaso di prigione con l’intento di sollevare i propri simili contro le spregevoli creature babbane. Rientrato in patria, il giovane Newt Scamander (Eddie Redmayne), il magizoologo dall’aria svanita e la valigia brulicante di snasi, occamy e demiguise, non fa in tempo a dire “tassorosso” che una vecchia conoscenza della scuola di magia e stregoneria di Hogwarts lo arruola tra le fila dei buoni, indaffarati per preservare il segreto del mondo magico. Il professor Albus Silente (Jude Law) potrebbe essere l’unico in grado di fermare quello che una volta considerava il suo migliore amico, ma per farlo avrà bisogno dell’aiuto del mago che ha contrastato Grindelwald in passato e del suo sgangherato team importato dal nuovo continente. L’impacciata auror Tina (Katherine Waterston) e la spigliata sorella Queenie (Alison Sudol) non sono le uniche ad accompagnare Newt nella magica Parigi: sprovvisto di bacchetta ma carico di buone intenzioni, torna a completare il quartetto l’unico No-Mag della squadra, il divertente fornaio Jacob Kowalski (Dan Fogler). Nuovi personaggi e colpi di scena intervengono a movimentare la seconda avventura nell’universo magico degli anni venti, a cominciare dallo sfortunato Credence (Ezra Miller), il cui destino sconosciuto verrà finalmente svelato. E ancora citazioni, riferimenti al primo film e alla saga originale, con la comparsa di Leta Lestrange (Zoë Kravitz) e dell’audace Theseus Scamander (Callum Turner), famoso fratello maggiore del protagonista.

Grandi attese per il capitolo successivo di Animali Fantastici: è riuscito a soddisfarle? Non lo so. Il film, che da un punto di vista qualitativo non manca di nulla, con effetti speciali fantastici e un cura del dettaglio quasi maniacale, ti fa sentire smarrito. Manca di un’identità, di mordente.

Si va ad inserire all’interno di una saga della quale sembra non faccia parte. Il primo episodio ha un inizio e una fine ben definiti, apre diverse porticine che offrono spunti per tessere le trame dei capitoli successivi. Il protagonista è Newt Scamander con i suoi animali, lo scopo è raccontare le vicende che hanno accompagnato la creazione dell’omonimo libro su cui studieranno in futuro gli allievi di Hogwarts. Il film riusciva a viaggiare da solo, prendendo solo in prestito il contesto magico della saga di Harry Potter. (La recensione la trovate qui)

Il secondo episodio, invece, prende un’altra strada. Innanzitutto, per come è costruito e per tutte le vicende che fa partire, sembra essere il capitolo introduttivo di una nuova saga che nulla ha a che vedere con Newt e i suoi animali.

Si presuppone che ci siano creature magiche, in fondo il film è Animali fantastici bla bla, ma queste sono delle comparse quasi inutili che tentano di giustificare il titolo. Newt, che nel primo film curava e andava alla ricerca di nuovi animali, ora non ha un ruolo ben definito, è un tizio che corre avanti e dietro per lo schermo mentre i veri protagonisti tirano i fili della trama.

Il film avrebbe avuto molto più senso se si fosse chiamato solo I crimini di Grindelwald, senza doverlo per forza inserire all’interno della saga che “teoricamente” dovrebbe riguardare Newt Scamander.

La storia ha un andamento altalenante. Inizia con il botto, la scena iniziale è piena di adrenalina e ti fa immergere nell’immediato nel film, poi però si alternano fasi di stasi a fasi d’azione. Spesso si ci perde nei flashback o nei racconti delle vicende che hanno causato determinate situazioni.

Il villain è una delle cose degne di nota. Grindelwald, interpretato da un Johnny Depp fantastico, rispecchia tutte le caratteristiche del cattivo: crudele, ammaliante, carismatico, spietato.

Il suo scopo è quello di radunare adepti e sottomettere i babbani (vi ricorda qualcuno?). Lui è il vero protagonista, insieme alla silenziosa guerra mossa contro Silente, che porterà inevitabilmente allo scontro tra i due. Lo ha capito persino mia nonna come andranno i fatti salienti della storia, perché, diciamocela tutta, tralasciando alcune cose, come andrà a finire è abbastanza prevedibile. Abbiamo già visto determinate scene: i mangia morte venivano chiamati con il marchio nero, i seguaci di Grindelwald con una specie di telone che cammina per la strada. La differenza tra i due cattivi è solo una: il naso.

Nonostante ciò, Grindelwald rimane un personaggio ben fatto, con una sua identità, che ha un leggero sentore di Voldemort, ma riesce a essere comunque originale grazie anche all’interpretazione di Johnny Depp, attore poliedrico che non finirà mai di stupirmi (è figo e pieno di stile anche con i capelli biondi! ce ne rendiamo conto? .. piccola nota fuori luogo che dovevo necessariamente fare).

Alcuni personaggi incontrati in Harry Potter trovano un’identità. Vi siete mai chiesti chi sia Nagini? Pensate che sia l’animaletto da compagnia di Voldemort? In questo film si scopre la sua vera natura e la sua storia.

E ora, caro lettore e cara lettrice, parte un piccolo paragrafo pieno di spoiler.
Perciò, se non hai ancora visto il film, ti consiglio di saltare alle conclusioni. 

Spoiler alert

I crimini di Grindelwald, a differenza del suo predecessore, gioca molto sui momenti nostalgia. Ci sono delle scene che in automatico le inserisci nel calderone del “ti piace vincere facile…posci posci popopo”.  I fan di Harry Potter vogliono immergersi di nuovo nel fantastico mondo creato dalla Rowling, hanno un vuoto dentro che devono colmare. E loro lo sanno! Quindi ecco che all’improvviso parte la musichetta stile carillon, che ci ha accompagnato negli anni, e ci ritroviamo davanti castello di Howgarts, che si staglia imponente. I ragazzini corrono nei corridoi, una giovane Minerva McGranitt cerca di rimproverare una studentessa che ha lanciato un incantesimo contro un’altra. Silente, interpretato da Jude Law, che facciamo fatica a riconoscere, sia per stile che per savoir-faire, è nell’aula di difesa contro le arti oscure, si cimenta in una lezione che risulta familiare. Insegna ai suoi alunni ad affrontare un molliccio, proprio come Remus Lupin. Sempre lui si ritrova di fronte allo specchio delle Brame, e vede ciò che più desidera: Grindelwald, il vecchio amante. Harry, invece, vedeva i propri genitori. Diamo finalmente un volto a Nicolas Flamel, il quale è sempre stato nominato, ma nessuno ha mai visto.
Grindelwald e i suoi scagnozzi usano come quartier generale prima una casa con ricchi arredamenti e poi un castello, hanno molta più classe rispetto a Voldermort e i suoi- ciao povery– seguaci. C’è uno pseudo scontro in un cimitero, il classico inseguimento in un archivio… insomma, tutta roba già vista, di certo fatta meglio, ma priva della magia originale.

Una cosa che fa storcere un pochino il naso (non a Voldemort, che non lo ha) è il finale che gioca sporco con un cliffhanger un po’ troppo forzato. Credence, che si supponeva essere morto, in realtà è vivo e vegeto e Grindelwald gli svela chi è: Aurelius Silente, un probabile fratello (cugino…insomma… parente) di Albus. E mentre ci riprendiamo da questa rivelazione che ha shoccato un po’ tutti, arriva Fanny, l’araba fenice che abbiamo sempre pensato essere di Albus Silente, ma che, a quanto pare, è di Credence alias boh.

***Fine Spoiler***

 

 

Animali fantastici- I crimini di Grindelwald è un film che mi ha delusa. Ha tanti aspetti positivi, ma si perde. Non ha una sua identità, sfrutta il nome Animali Fantastici quando poteva viaggiare come uno spin-off della saga. Ha dei momenti in cui combatti contro le palpebre che non vogliono saperne di rimanere aperte, alcuni “spiegoni” non si reggono proprio.

Da un punto di vista qualitativo è fantastico, difficile trovare un difetto. Gli effetti speciali sono straordinari, come le ambientazioni e i costumi. Però il tutto sa di già visto e non intendo i momenti in cui ritorniamo ad Hogwarts, quelli sono ben fatti e contestualizzati. Il finale apre numerose porte, e abbiamo un quantitativo di domande a cui dover dare risposta davvero enorme. Probabilmente non basteranno altri tre episodi per chiarire il tutto.

Questo film è difficile da valutare da solo, perché non si capisce bene cosa sia, quale strada voglia intraprendere. Lascia  troppe domande e pochissime risposte. Credo che sia uno di quei film che bisogna giudicare nel complesso, perché da solo non ha senso. Rappresenta il tassello di un puzzle che non riesce a incastrarsi con l’unico pezzo che abbiamo (il primo film). Speriamo sia capace di farlo con i successivi.

Continuerò a seguire la saga, ma più per nostalgia che per curiosità.

 

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16 commenti

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