La collezionista di libri proibiti di Cinzia Giorgio [Recensione]

Oggi parliamo di una storia ambientata fra Parigi e Venezia: La collezionista di libri proibiti.
L’uscita non è proprio recentissima, ma sono riuscita a leggerlo solo ora, perciò beccatevi la recensione!
Buona Lettura!
🙂

collezionistaTitolo: La collezionista di libri proibiti
Autrice: Cinzia Giorgio
Casa Editrice: Newton Compton editori
Numero Pagine: 288
Compralo su Amazon: La collezionista di libri proibiti (eNewton Narrativa)
Trama: Venezia, estate 1975. Olimpia ha solo quindici anni quando conosce Anselmo Calvani, proprietario di una storica bottega d’antiquariato. È un incontro decisivo, Anselmo intuisce subito l’intelligenza e la sensibilità della ragazza e la incoraggia a seguire la sua inclinazione. Giovanissima ma già appassionata lettrice, Olimpia comincia a frequentare il suo negozio, a lavorare lì e, con il suo aiuto, inizia a collezionare preziosi libri messi all’indice dalla Chiesa. Mentre cresce la sua passione per quei volumi antichi, anche quella per Davide, il nipote di Anselmo, segreta e non dichiarata, brucia l’animo della ragazza. E una notte, sospinti dalla lettura dei versi erotici di una cortigiana veneziana, i due cedono ai loro sentimenti…
Parigi, estate 1999. Olimpia vive ormai nella capitale francese. Ha aperto una casa d’aste, specializzata in libri e manoscritti antichi, tra le più quotate ed eleganti della città. Ogni anno riceve da Davide uno strano regalo: un pacchetto che contiene lettere un tempo censurate, insieme a un libro considerato in passato “proibito”, di cui Olimpia riconosce il grande valore. Sono l’eredità di Anselmo… Ma come poteva un modesto antiquario veneziano esserne in possesso? E che legame c’è tra quelle lettere e la bottega da cui provengono?

L’odore familiare e inconfondibile dei libri l’aveva investita ancora prima di alzare le sguardo per dare un’occhiata all’interno. Aveva sorriso e chiuso gli occhi, per assaporare l’unico profumo che le dava un senso di sicurezza . Non c’era rifugio migliore, per Olimpia. Leggere era come vivere mille vite e fuggire dalla sua.

La collezionista di libri proibiti è un libro scritto da Cinzia Giorgio ed edito da Newton Compton editori. La storia racconta di Olimpia, una ricca ragazza veneziana amante dei libri che, grazie alle scelte fatte da giovane, diventa la proprietaria di una casa d’aste a Parigi. La sua vita è caratterizzata, oltre che dalla passione per i libri antichi, dall’amore per Davide. Si imbatte in delle lettere di Veronica Franco che la mettono di fronte a un mistero da risolvere legato a un passato non tanto recente.

Veronica Franco
Veronica Franco

La storia, all’inizio, sembra preannunciarsi banale e scontata. L’intreccio è quello usato nel 90% dei romanzi rosa: Olimpia, sveglia e intelligente, è la figlia di una famiglia borghese e-ovviamente- si sente intrappolata nella sua bellissima prigione di cristallo. Una sensazione di coercizione che io definirei adolescenza o ormoni in subbuglio, data l’età. Olimpia ha però un hobby particolare, le piace collezionare libri antichi e non lo fa perché ha tanti soldi, ma per un amore spropositato nei confronti della lettura. Quei vecchi tomi l’affascinano, chissà chi li ha posseduti prima di lei, qual è la loro “storia”.

“Perchè mi piace immaginare che custodiscano (i libri. ndr) le vite di chi un tempo li ha posseduti”

Fortuna vuole che un giorno incontra il burbero Anselmo, un antiquario veneziano, che si occupa di libri antichi e in un impeto di generosità le regala una vecchia copia (censurata) del Decameron di Boccaccio. Diventano amici e Olimpia riesce a convincere la sua ricca madre snob a farla lavorare nella bottega di Anselmo come apprendista. Ottenuto il lavoro, entra in scena una nuova pedina: Davide, il nipote di Anselmo. Indovinate un po’? Olimpia si innamora perdutamente di lui.

Questo amore sarà ricambiato? Parte il toto scommesse (spoiler: certo che sì!).

In pochissimo tempo la grande passione che muove Olimpia la farà diventare bravissima nel suo lavoro, tant’è che si specializza nei libri che fanno parte dell’indice proibito, diventando una vera e propria esperta nel settore.

Sembra che l’unica caratteristica innovativa sia questa ragazza giovanissima, appassionata di libri antichi. Anche se ormai, questo genere di protagonisti stanno diventando un must.

Nonostante questo inizio che lascerebbe presagire un qualcosa di già letto, si continua comunque ad andare avanti, pagina dopo pagina: la curiosità è tanta, e c’è un senso di ragno che suggerisce di non chiudere il libro.

La lettura è piacevole, la scrittura molto fluida e semplice. I personaggi vengono da subito presentati per quello che sono: Olimpia, Peggie, Anselmo, Davide, Zoe. Persino l’odiata madre che, almeno nella prima parte della storia, rappresenta un contorno, una presenza quasi fantasmagorica con cui Olimpia non si interfaccia mai se non in modo indiretto: è tutto un “ho chiamato tua madre, ha detto che…”; “Mia madre non vuole che….”. Questo rapporto evolve nel tempo e, andando avanti nella lettura, troviamo dei dialoghi fra le due, questi corrispondono al momento in cui avviene un qualcosa che finalmente permette loro di capirsi.

Accade il patatrack, e l’happyending che già stava iniziando a configurarsi nella nostra immaginazione inizia un po’ a vacillare e la storia, che sembrava essere banale e scontata, vira bruscamente verso lidi ignoti.

Olimpia, in seguito a questo evento che non vi svelo, decide di partire e tutto cambia. In questa circostanza la figura della madre, che rappresentava un limite alla libertà della giovane figlia, diventa uno dei motori che la spingono ad affrontare l’imminente cambiamento. Assistiamo per la prima volta a un dialogo costruttivo, che distrugge in modo definitivo quei muri che si erano creati negli anni fra le due donne.

Veniamo catapultati nel futuro, ora non abbiamo idea dei risvolti che potrà avere la storia. Anselmo non c’è più, Olimpia ha ventitré anni e vive a Parigi con il fidanzato Andrew. Ritornata a Venezia capisce che la fiamma che arde per Davide non si è mai spenta. Da qui in poi ci sono una serie di avvenimenti che svelano il mistero delle lettere e daranno le risposte cercate.

Sin dalle prime pagine aleggia un’aura di mistero: gli occhi lucidi di Peggie, l’opposizione di Letizia al fidanzamento della figlia, la lite fra Anselmo e Davide… ma tutti non trovano una risposta nell’immediato, e qualcuno in realtà rimarrà anche irrisolto. Inoltre, in questo libro l’amore non è la risposta a ogni cosa, non tutti i personaggi. infatti, ottengono ciò che vogliono… non siamo in un romanzo di Jane Austen.

Conclusioni

Devo essere sincera, avevo questo libro da diverso tempo, ma non l’ho mai iniziato poiché ho letto recensioni spesso contrastanti fra di loro. Alcune lo definivano un bel libro, altre addirittura lo additavano come un romanzo rosa e\o erotico, in cui si dava troppo spazio alla relazione fra Davide e Olimpia.

Il realtà di rosa (o erotico) questo romanzo ha ben poco, se non proprio nulla. C’è la storia d’amore su citata, ma è tutto ben bilanciato. Il perno centrale è rappresentato dai libri e, in seguito, dal mistero che Olimpia si ritrova a dover risolvere. Un mistero  legato a Veronica Franco, illustre poetessa del 1500.

Lo stile dell’autrice è molto elegante, sia nella scrittura che nella descrizione di luoghi e situazioni. La storia è coinvolgente ed è evidente la ricerca storica che ci sta alla base. Una cosa fastidiosa è la continua esaltazione della ricchezza, anche se questo fattore viene oscurato dal personaggio di Olimpia che, nonostante l’immensa ricchezza, decide di lavorare e diventare qualcuno con le proprie forze.

Lo consiglio?

Certo che sì. Lettura piacevole e coinvolgente.

 

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2 commenti

  1. Nel precedente commento, ti dicevo che sei coraggiosa e… curiosa. Approfitto del tuo pionerismo e dell’abbondanza di letture disponibili e di validità accertata e consolidata per scartare ed evitare avventure.
    Ciao, amazzone.
    (Confido che stavolta wp mantenga le promesse)

    Mi piace

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