Che Dio me la mandi bona di Valentina Lattanzio [Recensione]

Chi legge questo blog credo che conosca il mio odio nei confronti dei romanzi rosa. Ho provato a leggerne qualcuno, ma aldilà di qualche piccola eccezione, non sono mai riuscita ad apprezzarli.

Quello di cui vi parlerò oggi è l’ennesimo tentativo di lettura di libro di questo genere. Qualcuno si starà già pregustando una recensione cattiva e velenosa, ma non sarà così!

La storia in questione mi ha divertita molto e a breve vi spiegherò il perché.

Ah… il libro è Che Dio me la mandi bona di Valentina Lattanzio, edito da Milena Edizioni.
Buona Lettura!
😀

Titolo: Che dio me la mandi bona
Autrice: Valentina Lattanzio
Casa Editrice: Milena Edizioni (10 giugno 2017)
Prezzo copertina: 16,90€
Pagine: 331
Collana: Letteratura LGBT
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TramaPrendete un mixer. Immergeteci dentro un’ipocondriaca commessa di un sexy shop, la cui unica relazione sentimentale degna di nota che possa vantare da un anno è la convivenza coi suoi due adorati felini; una disastrosa e caotica precaria nel lavoro – nonché nella vita in generale – estimatrice di alcool e sigarette, e con una storia d’amore scandita da litigi furiosi e attacchi d’ira funesta; una tenerissima catechista-psicologa-insegnante di cucina per persone della terza età, con una passione sfrenata per la camomilla e le cinquantenni tenebrose; infine, una scalmanata latin lover con tanto di cresta bionda e occhioni blu oltremare, la battuta sempre pronta e una lacrimosa scia di cuori infranti dietro ai suoi passi. Caratteristica comune? Sono tutte irrimediabilmente, inguaribilmente e tragicomicamente attratte dal gentil sesso!Ora premete il bottone, e frullate energicamente il tutto. Fatto?E allora ecco pronto il vostro romanzo: la fusione di quattro forze della natura unite in un’amicizia che va al di sopra di ogni confine dove, fra tante risate e anche qualche lacrima, le nostre eroine troveranno inevitabilmente l’amore, o ci inciamperanno per sbaglio. Ma l’amore con la A maiuscola esiste davvero? E soprattutto, l’amicizia sarà veramente in grado di resistere sopra ogni cosa?

Che Dio me la mandi bona è un libro che racconta la storia di quattro donne completamente diverse tra di loro:

Chloe è una commessa di un sexy shop, ama i gatti ed è affascinata dalle donne un po’ stronze. Guenda beve Tennent’s e litiga con la fidanzata, barcamenandosi fra tanti lavoretti futili e bizzarri. Beatrice fa la catechista, l’insegnante di sostegno, canta nel coro della chiesa e tiene corsi di cucina per signore della terza età.  Stella, affascinante e infedele, ha un debole per le donne eterosessuali.

Tutte sono però accomunate da due caratteristiche:

  1. La profonda amicizia che le lega;
  2. L’essere lesbiche:

Oddio, lesbica è troppo forte. Dico come impatto iniziale […] sono…sono…saffica? Diversamente etero? Non so, lella, della parrocchia, frocia ( uhm, suona decisamente peggio che “lesbica”), omosessuale (no, omosessuale no, vi prego, troppo austero!), attratta dal gentil sesso, omozigo… no. Questo non c’entra niente. Vabbè, insomma: mi piacciono le donne, via. E non aggiungiamo altro.

Il libro, come avrete potuto immaginare, fa un salto nel mondo LGBT, parlandone senza fronzoli e stereotipi; raccontando storie di vita, depurate da tutte quelle che sono le difficoltà e le discriminazioni che spesso incontrano chi si dichiara apertamente omosessuale. Personalmente ho apprezzato tantissimo quest’ultima scelta poiché credo che, molte volte, trattare queste tematiche dandogli quel non so che di “straordinario” non giovi pienamente alla causa.

Quello che mi sono ritrovata fra le mani è stato un romanzo fresco, ricco di emozioni, leggero, carico di positività, capace di strappare una risata, divertente e che sa di novità. Lo stile della sua autrice è molto fluido e riesce a creare un legame con il suo lettore, con il quale dialoga nel corso della storia. Tutto ciò rende la lettura piacevole e non si può fare a meno di finire il libro tutto di un fiato, nonostante, a volte, l’avvicendarsi frenetico di numerose situazioni sembrano voler rallentare la storia.

Si parla di amore, di quotidianità, di amicizia, di rapporti umani e tradimenti. Troviamo anche qualche situazione un po’ surreale, ma è un libro al quale perdoniamo tutto.

L’unica cosa che non mi fa impazzire è il titolo, il quale è riferito ad un dialogo che ritroviamo al suo interno. Lo trovo forviante e poco consono alla storia che sta rappresentando. Bellissima invece la copertina.

Lo consiglio?

Certo che sì!

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6 commenti

  1. Sì, il titolo è veramente un po’ così….
    Il quadro che dai come sempre è esaustivo, lucida e brava 🙂
    Chiaramente non lo leggerò, però, essendo curioso, mi è comunque interessante sapere che cosa passa in libreria. Al di là del mi piace o non è del mio genere.
    Alla prossima.

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  2. Dalla descrizione mi sembra molto simpatico, inoltre essendo attenta alla tematica lesbica lo devo annotare tra gli acquisti futuri, anche per come tu hai recensito il testo.
    Buona domenica.

    Mi piace

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