Crimson Peak: come ho rivalutato (la figaggine di) Tom Hiddleston

Di recente ho visto spuntare su Netflix un film che mi ha sempre incuriosito un sacco: Crimson Peak.

La pellicola in realtà non è nuovissima, è uscita nelle sale nel 2015 ed è stata co-scritta e diretta da Guillermo del Toro. Purtroppo, vivendo in uno sperduto paesino calabrese, non sempre tutti i film arrivano al cinema (si perdono nella discesa probabilmente) e nonostante fosse stato messo in programmazione, la “distribuzione” -o almeno quello che ci vogliono far credere i proprietari dei cinema-  decise di non passarlo.

Natala a Miami sì, Crimson Peak no. Insomma, meglio le tette di qualche showgirl italiana che le chiappe di Tom Hiddleston.

Comunque, bando alle ciance e parliamo del film.

Allora, con gran felicità, sono riuscita a vederlo e, così, di primo acchito, posso dire che è un film godibile, sicuramente non il film dei film, ma neanche una porcheria cosmica. Ha delle  cose negative, ma nessuno è perfetto.

Il trailer è abbastanza inquietante, come del resto anche le ambientazioni e l’atmosfera, ma sarà così spaventoso da disturbare il vostro sonno notturno? mmmm… ve lo dico fra un po’.

La Trama

Il film si apre con una delle protagoniste che declama a gran voce: i fantasmi esistono, te lo dico io che ho la faccia sfregiata e sto camminando in camicia da notte in mezzo ad una tormenta di neve. Ma vi avverto: ad eccezione di qualche urlante apparizione, i fantasmi sono delle mere comparse.

Edith (Mia Wasikowska) non si trova bene nell’alta società della New York di inizio ‘900, il trauma della madre deceduta, l’aspirazione ad essere una scrittrice e le strane allucinazioni di cui è vittima la rendono diversa dagli altri. Per questo quando tra gli spasimanti si palesa un carattere anticonformista come Thomas Sharpe (Tom Hiddleston), uno che sembra amarla per quello che è, Edith non ha dubbi e lo sposa in gran fretta. La morte del padre la costringerà a trasferirsi lontano da New York, a Crimson peak, dove Thomas vive con la sorella Lucille (Jessica Chastain) in una casa fatiscente e spaventosa. Là Edith incontrerà la realtà del loro rapporto.

Crimson Peak è un film che si guarda senza troppe pretese, dove si grida tanto alla storia di fantasmi ma più per convincersene che per la loro presenza, la quale è davvero marginale. La rappresentazione “fantasmagorica” è davvero fatta male, in quanto gli spiriti sembrano delle figurine urlanti ed esibizioniste appiccicate sopra le scene perché fa figo. La storia, poi, pecca di un’eccessiva prevedibilità: dopo i primi 20 minuti, tutti sappiamo cosa accadrà, chi sono i cattivi e perché hanno deciso di votarsi al lato oscuro. Inoltre accadono cose davvero stupide, dove i vari protagonisti peccano di un’ingenuità che non appartiene neanche a un bambino di pochi anni. Viene data un’eccessiva importanza ad oggetti che in realtà non rappresentano nulla come, per esempio, un anello che apparteneva alla madre di Thomas Sharp. Questo monile viene coperto accuratamente dalla sorella matta, viene passato di mano in mano, manco fosse un panetto di droga, lo troviamo indosso all’arcigna signora di un dipinto. Insomma, sembra che contenga un Horcrux o che sia in grado di irretire folle, confondere le menti, far trovare parcheggio durante una festa patronale…. e invece? Non fa nulla, è un semplice anello.

Tom Hiddleston con sorella pazza

La polizia è più inutile di una messa in piega durante una giornata di pioggia, non indaga sugli omicidi e si beve che il povero  Mr. Carter Cushing sia morto in seguito ad una banale caduta, sfondandosi il cranio manco l’avesse chiuso in una pressa. Per non parlare del super friendzonato Dottore, che nonostante sia stato messo brutalmente da parte, decide di partire e farsi un cammino a piedi di quattro ore sotto una tormenta di neve senza morire assiderato o sbagliare minimamente strada, cosa lecita dato che era nuovo della zona e la casa di Sharp si trovava in mezzo al nulla. E poi c’è quest’enorme casa dove si sviluppa la vicenda,  che si vuole far passare per “viva” ma sbrodola solamente una melma rossa al fine di cercare di rendere il tutto leggermente più spaventoso. La vera paura però, è cercare di capire per quale strano principio fisico le sue mura non siano ancora collassate inghiottendo tutto in una sorta di buco nero. Ma vabbè…

Insomma, la storia la possiamo definire carina e piena di potenziale, ma lo spettatore viene preso un po’ in giro da una serie di escamotage narrativi che sì, fanno andare avanti il tutto, ma affibbiano al film dei tratti assurdi che lo rendono un prodotto pessimo.

Nonostante ciò, non mi sento di infilare Crimson Peak nella lista dei film da evitare.

Perché? Beh, ho apprezzato tantissimo l’ambientazione, gli abiti, le atmosfere e soprattutto Tom Hiddleston, che in tanti associamo al fratello invidioso e sfigato di Thor.

Il personaggio di Thomas Sharp è il più riuscito dell’intero film, e questo anche grazie all’interpretazione di Hiddleston, del quale mi sono completamente innamorata. Ci troviamo di fronte ad un inventore, che cerca di trovare finanziamenti per tornare a fare fiorire l’antica attività di famiglia, ma a causa dello scetticismo di quelli che dovrebbero essere i suoi finanziatori, che lo vedono più come un visionario che come un imprenditore, si ritrova a circuire giovani fanciulle piene di soldi. Dopo aver conosciuto Edith, però, inizia a nascere in lui un profondo conflitto interiore, per la prima volta si innamora e mette in discussione il rapporto incestuoso che intrattiene  con la sorella matta. Viene dato molto risalto al pentimento di questo personaggio, al suo tentativo di riscattarsi e all’amore che inizia a provare. E poi, Tom Hiddleston, sembra nato per vivere in epoca vittoriana: con i suoi occhioni da cerbiatto innamorato e il suo misterioso fascino gotico, ti fa dimenticare per un attimo che solitamente viene malmenato e trattato come lo scemo del villaggio negli svariati film della Marvel. Insomma, dopo aver visto Crimson Peak rivaluterete quest’uomo sia come attore che come figaccione misterioso.

Perciò, se non avete nulla da fare, fuori piove, avete già pettinato il gatto e il segnale tv va e viene… guardatevi sto film!

 

 

15 commenti

  1. Personalmente ho apprezzato il gusto gotico dell’autore, solo un dettaglio mi ha veramente disturbata: la protagonista, Edith, che sembra tanto appassionata di letteratura, dopo sposata non sente più il bisogno di scrivere una riga. Ed è un vero peccato, perché quell’orrido maniero popolato di spettri sarebbe stato un eccellente spunto per qualsiasi scrittore horror che si rispetti 😉

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