Z nation: quando gli zombie fanno ridere [Recensione]

Negli ultimi anni abbiamo avuto una vera e propria ondata di film e serie tv dedicati al lugubre mondo dei non-morti. Siamo partiti con The Walking dead (chi è il coraggioso che ancora segue le vicende di Rick & Carl?) e a seguire è arrivato di tutto. Un po’ come quando erano tornati in auge i vampiri e li abbiamo visti sbrilluccicare al sole. Ma vabbè…

Data l’ingente quantità di immondizia creata, sono sempre titubante quando mi interfaccio con una serie tv\film di zombie… i tempi di Romero sono ben lontani. E lo ero, titubante, anche quando ho iniziato a vedere Z nation, serie tv statunitense creata da Karl Schaefer e Craig Engler e prodotta da The Asylum per la rete via cavo Syfy.

Mi sono dovuta però ricredere, e ora vi spiego perché.

z nation

Di cosa parla la serie

La prima stagione di Z Nation è uscita nel lontano 2014 arrivando in Italia poco più tardi. Attualmente abbiamo all’attivo 4 stagioni, una delle quali ancora non è pervenuta sui nostri schermi. Nel prosieguo vi parlerò solo delle prime due stagioni, le quali sono presenti su Netflix.

Trama: Tre anni dopo lo scoppio di un’apocalisse zombie, un gruppo improvvisato di sopravvissuti, sotto la supervisione da remoto del “Cittadino Z”, dovrà riuscire ad attraversare con mezzi di fortuna gli Stati Uniti per portare sano e salvo in California l’unico uomo che può fermare l’epidemia, ovvero l’unico a cui è stato iniettato un vaccino sperimentale grazie al quale non si è trasformato dopo essere stato morso.

Z nation si muove in uno scenario post-apocalittico dominato da zombie e tranelli a livello mondiale. In questo “nuovo” mondo viene a formarsi un gruppo di sopravvissuti che si accolla il difficile compito di portare Murphy in California, in quanto è l’unico che potrebbe fornire una cura per il devastante virus zombie. La strada da fare però è tanta, ed è costellata da pericoli e tantissime difficoltà.

Inizialmente verrà quasi spontaneo fare un paragone con  The Walking Dead: la missione di arrivare nell’altra parte del mondo perché è possibile trovare una cura all’epidemia zombie, rappresenta un movente non poi così originale, ma, con lo scorrere degli episodi, ci rendiamo conto che le due serie tv non hanno proprio niente in comune, se non lo scenario post-apocalittico.

Z nation inizia un po’ a rilento, i primi due episodi della prima stagione sono difficili da vedere. Sembra una macchina che non riesce a mettersi in moto, ma quando parte è difficile da fermare. Il suo successo però, non lo deve alla storia o all’interpretazione dei vari personaggi, alla fine ci ritroviamo di fronte alle solite problematiche, ovvero un gruppo di persone unite per cercare di sopravvivere in un mondo che non ha più niente di civile, dove regna la fame, la disperazione, la paura di morire e di diventare un morto vivente… In più gli attori non sono proprio di altissimi livelli, spesso sembra di vedere una recita scolastica dove ognuno cerca di interpretare meccanicamente un ruolo. Ma, incredibilmente, queste cose non rappresentano un problema.

Questa serie tv funziona perché utilizza un approccio diverso rispetto a tutto quello che ci è stato proposto nel tempo. Un approccio con cui riesce a creare un connubio perfetto fra momenti di drammaticità a momenti di sana ilarità. Nonostante parli, a volte, di perdita e disperazione (abbiamo pur sempre come scenario l’apocalisse) riesce a non essere pesante, come invece lo era diventata- almeno per me- The Walking Dead. E, nello stesso tempo, diverte lo spettatore con trovate assurde: uno zombie che si sballa con l’erba, tanto per dirne una.

Lo scopo che viene proclamato sin dall’inizio è portare Murphy in California e sopravvivere agli zombie e tutti si muovono affinché ciò accada. A Z nation non importa romanzare le storie o creare sotto trame amorose da fare invidia a Beautiful! No! L’importante è uccidere zombie e farlo nel modo più cruento possibile. Già, perché una caratteristica fondamentale di questa serie è la venatura fortemente splatter che pervade ogni singolo episodio.

Si saltella in svariati scenari, dalla centrale termonucleare, alla fattoria amish…e in ognuno di questi posti i nostri eroi porteranno morte, distruzione, zombie e sangue…

Tutti i protagonisti, inoltre, nonostante pecchino nella recitazione hanno delle proprie storie personali che scopriremo man mano nel tempo e sono tutti fortemente caratterizzati. Ovviamente, inutile dirlo, fra tutti loro brilla Murphy ( interpretato da Keith Allan).

Non abbiamo una serie perfetta, i problemi sono tanti: dialoghi orribili, scene tagliate brutalmente, recitazione scadente, sceneggiatura piena di falle, personaggi che “dimenticano” di avere determinati poteri con i quali potrebbero risolvere svariate situazioni, andamento indefinito del tempo… ma a noi non importa! Perché è una serie così trash, che tutte le pecche dovute ad un probabile budget basso danno quel non so che di home made che fanno amare ancora di più il tutto.

Imprevedibile, divertente, drammatica, surreale… ecco cos’è Z Nation.

Consiglio la serie?

Se vi piacciono gli scenari post- apocalittici che non si prendono troppo sul serio… certo che sì!

11 commenti

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