Recensione: L’altare dell’abisso di Patrich Antegiovanni

La recensione di oggi riguarda un libro scritto da un esordiente Patrich Antegiovanni.
Buona Lettura!
🙂

Autore: Patrich Antegiovanni
Editore: self publishing
Pagine: 230
Acquista su Amazon: Qui
Prezzo Listino: Formato kindle 3,99€; Copertina flessibile 16,49€
Trama: Bevagna, nella tranquillità apparente della piana umbra, dove il Lago Aiso si incastona tra i campi, la vita di Fedro Soli, un trentenne di Parma, proprio non va: il lavoro, l’aspirazione, i litigi con la moglie Amalia e la paternità non voluta. Ma nulla è come crede.
In pochi giorni Fedro passerà attraverso una scomparsa, un omicidio, antichi tomi di alchimia, personaggi coloriti e una mescolanza di religioni fino ad affrontare l’Ordine degli Adepti e il suo scopo finale. Invischiato, senza poter scegliere, in forze oniriche ed ermetiche, nella potenza dell’amore e del fascino esotico. Ma disperazione infonderà coraggio e istintività provocandolo affinché concluda il percorso di metamorfosi e abbia la sua personale, al contempo dolorosa, rivelazione.
Anche per il lettore dell’Altare dell’Abisso nulla sarà come sembra, sballottato tra bugie e verità, colpi di scena e ribaltamenti, finta stasi e strappi improvvisi, archeologia indigena e futuro universale. Il mix deflagrante che rende questo mystery thriller un romanzo d’assaporare fino all’ultima sillaba.

Mutamento, fuoco che non brucia né distrugge, putrefarà, corromperà, genererà e perfezionerà. Nero tramuterà in bianco prima, in giallo poi e partorirà rosso. Fuoco umido di quattro colori, le fiamme che compiranno l’Opera.

L’altare dell’abisso, scritto da un esordiente Patrich Sangiovanni, narra le vicende di Fedro Soli, un uomo non proprio soddisfatto della sua vita. Trasferitosi con la  bellissima moglie, Amalia, in un paese dell’Umbria cercano di barcamenarsi in quelli che sono i problemi che la quotidianità, a volte, può regalare ad una coppia. Un giorno però Amalia scompare nel nulla. Il tutto lascia intendere ad una fuga amorosa, ma Fedro e i suoi nuovi amici, nonostante le prime titubanze, non ci credono e iniziano ad indagare finendo risucchiati in un turbine di eventi che hanno del soprannaturale.

Il libro mi ha lasciato alquanto titubante poiché sono presenti un sacco di elementi che lo rendono una bella lettura ma altri che, ahimè, non me lo hanno fatto apprezzare completamente.

Mi è piaciuta molto la storia: avvincente, piena di colpi di scena, capace di creare quell’alone di mistero in grado di tenere attaccato il lettore alle sue pagine.  La descrizione dei personaggi è ineccepibile, tutti risultano essere ben caratterizzati e un encomio particolare va a Saverio: simpatico, divertente e naturale.

L’occulto e il mistero rappresentano il filone narrativo sul quale si sviluppa tutta la storia ma sono tante le tematiche trasversali quali per esempio la natura, la storia del paese dove si sviluppa il tutto, vecchie leggende…  insomma è evidente un lavoro di ricerca notevole.

Uno dei problemi fondamentali di questo libro è, però, la mancanza di un editing serio. Purtroppo sono presenti delle imperfezioni, rappresentate anche da errori, che mettono in evidenza ciò. Inoltre sono presenti troppe descrizioni che, in alcuni tratti, rendono la lettura difficile in quanto inutili. Lo stile dell’autore, nonostante ciò, è abbastanza scorrevole anche se, di tanto in tanto, è possibile trovare delle frasi tendenti al pomposo che rovinano la semplicità di una scrittura che si leggerebbe bene anche senza.

Non mi è piaciuto neanche lo sviluppo finale poiché sembra che sia stato scritto frettolosamente. Dopo una storia ricca di particolari e spiegazioni, dove veniva persino raccontato nei minimi dettagli la cena di una prigionia, il tutto si conclude lasciando il lettore appeso. Si legge la fine e sembra quasi assurdo che la pagina successiva sia l’indice.

L’altare dell’abisso è un libro con un forte potenziale, il quale raccoglie tante idee buone ma che a causa delle imperfezioni presenti perde la sua bellezza.

Se ti ho incuriosito, vuoi acquistarlo o leggere altri pareri e recensioni su Amazon lo trovi Qui.

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9 comments

  1. Apprezzabile la tua onestà intellettuale. Credo che per l’autore questa recensione sia molto utile, e spero faccia tesoro delle tue valutazioni. Probabilmente basta poco per aggiustare il tiro, visto che la trama è interessante; è giusto incoraggiare chi si misura con una cosa apparente facile, ma ahimè molto ardua, come la scrittura.

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  2. Oih boh ci vai giù pesante con le recensioni. Eh eh eh eh. … mi stavi intrigando e poi la pagina finale dell’indice…. credo che anche gli scrittori come tutti gli artisti abbiano giornate maggiormente ispirate e giornate un tantino no… poi un libro ancor peggio. Alle lunghe si può proprio perdere tutto… cmq mi è piaciuta la tua recensione. Brava

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  3. Cara blogger,
    per caso girando in Google ho trovato la tua recensione del mio libro. Ti ringrazio per i complimenti verso i personaggi, la ricerca e l’ambientazione. Ho notato che ti sei in parte accorta che è un libro a strati, dove il thriller è solo il primo livello, il più superficiale.
    Per quanto riguarda le critiche vorrei poter dire, senza polemica, che sono opinabili. Il fatto che ci siano troppe descrizioni è soggettivo, a chi vanno bene e a chi, come te, sembrano un po’ troppe, ma comunque hanno uno scopo. Il romanzo piace, i personaggi sembrano veri proprio perché attraverso le descrizioni ho provato a dare la terza dimensione al libro. Se come lettrice riesci a vedere dove vive Fedro, intuendo cosa pensa e come agisce sei più propensa a credere che Fedro sia reale e così anche ciò che gli succede. Questo genere di descrizioni lavora in prospettiva, nel momento in cui le leggi possono sembrare inutili rallentando il ritmo, certo, ma hanno costruito le fondamenta della fabula e in seguito quando ti tornano utili nemmeno te ne rendi conto. L’ho capito leggendo i romanzi di Hugo, perché risultano così coinvolgenti? Per la tecnica nel descrivere che facendoti assaporare ti cattura con la storia e i personaggi. Nel Signore degli Anelli le pagine iniziali di descrizione del mondo degli hobbith e delle varie lingue sembrano noiose, invece servono perché anche grazie a loro credi in Frodo e nella sua gente, credi anche negli elfi e in tutta la Terra di Mezzo, se le elimini non sarai mai così preso dal popolo hobbith e perdi gran parte della tridimensionalità del romanzo. Se io togliessi quelle descrizioni che all’apparenza sembrano superflue sono sicuro che il libro non sarebbe in egual modo coinvolgente e tornerebbe alla sua bidimensionalità per sembrare un comune racconto.
    Per quanto riguarda l’editing a volte si crede che se il romanzo è autopubblicato allora non c’è un editing serio. Ho pagato un editor professionista, posso fornire prove e contatti, lei ha lavorato al romanzo e me lo ha restituito il più possibile pulito, vero è che qualcosa possa esserle sfuggito, succede anche nelle migliori CE e nei migliori blog, il mio cognome non è Sangiovanni, ma Antegiovanni.
    Che non ti sia piaciuto il finale è un’opinione che non posso discutere, ma che sia stato scritto in modo frettoloso non puoi dirlo dato che ho passato un mese solo su di lui studiandolo parola per parola, è aperto e l’ho reso volutamente criptico. Alla prima lettura si crede di aver capito come vada a finire il libro, porto il lettore a crederci, ma a una seconda, a una terza lettura si capisce che in realtà finisce in un altro modo, alcune parole, alcuni simboli, alcune sentinelle avvertono il lettore, ma la prima volta non lo capisce perché troppo preso dalla storia. Altri blogger sono rimasti letteralmente sedotti dal finale sperando presto in un continuo (visto che è il primo di una trilogia) e lo riportano nella recensione; alcuni lettori mi hanno contattato chiedendomi del finale credendo di averlo capito, ma dopo averli invitati a rileggerlo sono rimasti stupiti e mi hanno dato dell’illusionista, perché quello è questo finale. Alcune gesta, parole e fatti fanno da specchietto per le allodole (in senso buono), ma ci sono segnali ben più chiari che non la prima volta non vedi perché accecato dalla trama. Non voglio aggiungere altro per non rovinarlo.
    Ripeto umilmente oltre i complimenti mi prendo anche le critiche, ma è giusto che possa spiegarti le mie ragioni.
    Grazie di tutto.

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    • Caro Autore,
      Il libro me lo hai mandato tempo fa chiedendomi una recensione e io sono stata più che contenta di usare il mio tempo per leggerlo e fornire un’opinione sincera.

      Quando si pubblica un libro, purtroppo, si va incontro ai tanti temuti giudizi che, ahimè, non possono essere solo positivi; e io lo dico chiaramente: “Garantisco recensioni serie e oneste, la mia opinione sarà sincera sia in caso di giudizio negativo che positivo.”
      L’obiettivo di questo blog è, quindi, fornire pareri sinceri: lo devo ai miei lettori e a voi autori, che riponente la vostra fiducia in noi blogger consegnandoci le vostre creature.
      Purtroppo non amo le storie ricche di descrizioni o dal finale criptico…probabilmente sarò una delle poche amanti dello stile Austeniano presenti sulla faccia della terra, non lo so. Mi avvalgo del “De gustibus non est disputandum”…
      Per quanto riguarda l’editing ho riscontrato delle imprecisioni, capisco che non sei San Giovanni, ma se mi viene richiesta una valutazione non posso far finta di non vederli. Sinceramente non ho bisogno di prove o contatti, non sto facendo un processo, solo una recensione.
      Sono contenta che ci siano persone che abbiano apprezzato il tuo libro, non l’ho mai messo in dubbio…La mia è solo una voce in mezzo a tantissime altre; infatti alla fine di ogni recensione inserisco sempre il link alla relativa pagina amazon, consigliando di leggere anche altri pareri.
      Per quanto possibile, cerco sempre di fare delle recensioni costruttive e non distruttive: apprezzo il lavoro altrui e il coraggio di mettersi in gioco.
      Detto ciò, ti ringrazio della tua risposta e spero di poter leggere altri tuoi libri e di poterli apprezzare a 360°.
      Buona Serata

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  4. Cara Blogger,
    non voglio essere polemico, apprezzo le recensioni sincere, posso non concordare, ma rispetto la tua opinione e quella di chiunque altro. Il mio libro, come per qualsiasi altro libro, c’è chi lo ha apprezzato e chi meno.
    A presto e buona serata pure a te.

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