Iron Fist: un’occasione mancata [Recensione]

Iron Fist è una serie televisiva statunitense sviluppata da Scott Buck e basata sull’omonimo personaggio dei fumetti Marvel Comics. La serie è ambientata all’interno del Marvel Cinematic Universe (MCU), ed è il quarto di una serie di show che condurranno al crossover The Defenders.  Il tutto è composto da ben 13 episodi, i quali sono stati pubblicati su Netflix il 17 marzo 2017.

Finn Jones interpreta il protagonista Danny Rand, un esperto di arti marziali con l’abilità di evocare il potere del Pugno d’acciaio. Fanno parte del cast anche Jessica Henwick, Jessica Stroup, Tom Pelphrey, Ramón Rodríguez, Sacha Dhawan, Rosario Dawson e David Wenham.

Trama: Tornato a New York City dopo essere scomparso per anni con l’intenzione di ristabilire un rapporto con il suo passato e la sua famiglia, Danny Rand, un miliardario trasformatosi in un monaco buddista ed esperto di arti marziali, combatte contro i criminali e corrotti della città attraverso la sua incredibile padronanza del kung-fu e la capacità di evocare la straordinaria potenza del Pugno d’Acciaio di Iron Fist.

Dopo una visione quasi continuata dell’intera serie vengono fuori luci (poche) e ombre (molte) di questa produzione Netflix-Marvel. La prima cosa che salta all’occhio è senz’altro la sceneggiatura arraffazonata. I dialoghi sono stanchi e sempliciotti. Anche i personaggi più di spessore hanno delle battute davvero infelici e a volte danno l’impressione di essere un’ombra del personaggio concepito inizialmente, primo fra tutti l’Harold Meachum di David Wenham. Si ha l’impressione che hanno voluto tessere troppo sotto trame (insulse tra l’altro) per allungare il brodo (13 episodi sono davvero tanti) e poi gli eventi salienti, che comunque sono presenti, vengono risolti brevemente e senza alcun pathos. La consecutio delle scene è infantile e a volte inspiegabile. I personaggi fanno delle cose che nella realtà nessuno si sognerebbe di fare. Viene solo da pensare che tutto sia fatto per ovvie esigenze di copione. Ciononostante anche quella scusa viene meno vedendo un episodio dopo l’altro.

Gli eventi che si susseguono sono imprevedibili, e non nel senso buon del termine. Non assistiamo a dei colpi di scena ben congegnati o a cliffhanger che ti fanno stare col patema d’animo. Tutto è incredibilmente piatto. Anche le scene di mazzate, che a tratti non sono neanche bruttissime, fanno venire voglia di cambiare canale. Non vedrai mai una bella scena in cui l’esito dello scontro è incerto. Qui è tutto incredibilmente scontato.

Non è stato trattato bene il nostro Danny Rand. Proprio no. Iron fist è un personaggio cazzone a tratti banale ma interessante. Il ciclo dei comics di Byrne e Claremont ne sono un chiaro esempio. Qui, invece, sembra un idiota fuori dal tempo, dal mondo e dalle corde. Non sa chi vuole essere. Non sa cosa vuole fare. E non capisce veramente un cazzo  niente. Anche quando sembrerebbe che possegga una sensibilità che giustifichi la sua stupidità ecco che dimostra di avere dell’intelletto e della saggezza sopita. E dove cazzo l’avevi nascosta quando ti facevi prendere per il culo da tutto il mondo creato?

È molto, molto difficile affezionarsi ad un personaggio così. E mi dispiace davvero tanto. Speriamo tutti che in Defenders, la serie che riunirà insieme Devil, Luke Cage, Jessica Jones e Iron Fist, gli sia data un po’ più di giustizia, elevandolo al livello di profondità che è stata data a Matt Murdock e a cui noi tutti ci siamo affezionati.

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