I dieci diritti del lettore

Dite la verità… quanti di voi si sentono in colpa quando decidono di abbandonare un libro che proprio non riescono a finire? O quando leggono una pagina sì e 10 no?
Ebbene, dovete sapere che, secondo Daniel Pennac, noi lettori abbiamo dei diritti imprescindibili che dovrebbero, in qualche modo, alleviare i sensi di colpa che proviamo quando ci lasciamo andare in comportamenti che potrebbero designarci come cattivi lettori.

I diritti sono ben dieci e li trovate all’interno del saggio Come un romanzo, nello specifico:

Il diritto di non leggere

Ebbene sì, la lettura è un piacere non un dovere. Possono capitare dei periodi che, a un buon libro, preferiamo guardare un  film e non dobbiamo sentirci in colpa per questo.

Il diritto di saltare le pagine

Quante volte vi capita di essere svegliati da una potente “librata” in piena faccia? A me tante. Ci sono dei libri che mi piacciono ma a causa di descrizioni troppo prolisse diventano soporiferi. Non sarebbe meglio saltare qualche pagina e continuare così ad apprezzare la storia? Secondo Pennac possiamo farlo senza sentirci dei cattivi lettori.

Il diritto di non finire il libro

Vi dico solo una cosa: So many books, so little time!

Il diritto di rileggere

Ci sono dei libri che restano nel cuore e ogni volta che li rileggiamo riescono a donarci sempre emozioni nuove. Quindi che male c’è a volerci rifugiare, di tanto in tanto, in porto sicuro? Io ho anche la mia lista di libri riletti più volte: I 7 libri da leggere e rileggere.

Il diritto di leggere qualsiasi cosa

La lettura, come già scritto, è un piacere e dobbiamo sentirci liberi di leggere quello che più ci ispira e piace, che sia il saggio socio-filosofico o un romanzo rosa. Certo, può capitare di leggere delle cavolate pazzesche, ma noi lettori siamo amanti del rischio. 😛

Il diritto al bovarismo

Il bovarismo è atteggiamento di chi si ritiene diverso da quello che è, costruendosi un mondo immaginario nel quale proietta desideri e frustrazioni che nascono dall’insoddisfazione per la propria condizione reale. Cioè, in soldoni,  il diritto di emozionarci e di identificarci col personaggio… e io credo che capiti un po’ a chiunque.

Il diritto di leggere ovunque

Spesso la vita frenetica e i troppi impegni ci impediscono di dare il giusto tempo alla lettura. Io mi sono imposta di leggere almeno 50 pagine al giorno e non manca mai un libro nella borsa. Leggo in fila alla posta, in banca, quando aspetto in macchina… leggo ogni volta che ne ho la possibilità!

Il diritto di spizzicare

Vi è mai capitato di prendere un libro, leggere qualche capitolo a caso e riporlo nella libreria? A me sì! 🙂

Il diritto di leggere ad alta voce

C’è chi ama leggere nel silenzio della propria mente e chi, invece, preferisce farlo ad alta voce. Per Pennac “l’uomo che legge ad viva voce si espone completamente agli occhi che lo ascoltano”. A me piace leggere silenziosamente ma, come si suol dire, De gustibus non est disputandum…

Il diritto di tacere

A tale riguardo Pennac scriveva:

L’uomo costruisce case perché è vivo ma scrive libri perché si sa mortale. Vive in gruppo perché è gregario, ma legge perché si sa solo. La lettura è per lui una compagnia che non prende il posto di nessun’altra, ma che nessun’altra potrebbe sostituire. Non gli offre alcuna spiegazione definitiva sul suo destino ma intreccia una fitta rete di connivenze tra la vita e lui

E voi cosa ne pensate? Quali sono i diritti che considerate imprescindibili?

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19 commenti

  1. 1- Di non finire un libro: se è di una noia mortale, nn mi sfiorano nemmeno i sensi di colpa.
    2- Di leggere di tutto. Basta leggere. Qualsiasi cosa. Comunque sia, è sempre un arricchimento.
    3- Ovunque: si, alla grande. Mi estraneo completamente. Mi immergo a tal punto, che scompaio tra le pagine☺️
    4- Di spizzicare: praticamente sempre. Se non mi convince, lo ripongo e ne sbircio un altro. Senza timore alcuno.
    5- Amo leggere in silenzio. Mi rilasso. Forse perché spesso, devo leggere i testi, a mia figlia Rebecca, per facilitarne la comprensione( è dislessica).
    Grazie della riflessione.
    Ciao!

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  2. Mi avvalgo del diritto di leggere l’ultimo capitolo di un libro che reputo noioso o difficile… la cosa strana è che la fine mi lascia stranita… io quel libro mi sforzo di leggerlo😊.

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  3. Oh beh direi che ci sono parecchi “diritti” che mi trovano davvero in sintonia.
    Se mi stufo, perché il libro non mi piace non lo finisco, non voglio perderci tempo. Gli do sempre una seconda possibilità leggendo magari qualche altra pagina ma poi chiudo.
    Ci sono periodi dove non ho letto per mesi e altri dove come questo dove sono parecchio soddisfatto di quanto leggo.
    Per la prima volta mi sono ritrovato a rileggere qualcosa, non credevo che l’avrei mai fatto!

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  4. Capita raramente, ma se il libro in questione non mi da nulla lo lascio perdere senza pensarci su due volte. Mi è anche capitato di riprendere in mano qualcosa e di riuscire ad apprezzarla a distanza di anni. Non sempre il libro scelto coincide con il momento giusto per leggerlo credo 🙂

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