Recensione: Io prima di te di Jojo Moyes

Solitamente non leggo libri che trattano romantiche storie d’amore, ma eccomi qui a parlare di Io prima di te. Quando lo hanno saputo le mie amiche sono rimaste a bocca aperta, chissà cosa mi diranno quando scopriranno che ho letto anche il seguito! 🙂

A voi la recensione!
informazioni libro

io prima di teTitolo: Io prima di te
Autrice: Jojo Moyes
Editore: Mondadori (5 luglio 2016)
Numero pagine: 396
Prezzo: 9,75€ – Formato Kindle: 7,99€
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Trama: A ventisei anni, Louisa Clark sa tante cose. Sa esattamente quanti passi ci sono tra la fermata dell’autobus e casa sua. Sa che le piace fare la cameriera in un locale senza troppe pretese nella piccola località turistica dove è nata e da cui non si è mai mossa, e probabilmente, nel profondo del suo cuore, sa anche di non essere davvero innamorata di Patrick, il ragazzo con cui è fidanzata da quasi sette anni. Quello che invece ignora è che sta per perdere il lavoro e che, per la prima volta, tutte le sue certezze saranno messe in discussione. A trentacinque anni, Will Traynor sa che il terribile incidente di cui è rimasto vittima gli ha tolto la voglia di vivere. Sa che niente può più essere come prima, e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che invece ignora è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita portando con sé un’esplosione di giovinezza, stravaganza e abiti variopinti. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l’altro per sempre. “Io prima di te” è la storia di un incontro. L’incontro fra una ragazza che ha scelto di vivere in un mondo piccolo, sicuro, senza sorprese e senza rischi, e un uomo che ha conosciuto il successo, la ricchezza e la felicità, e all’improvviso li ha visti dissolversi, ritrovandosi inchiodato su una sedia a rotelle. Due persone profondamente diverse, che imparano a conoscersi senza però rinunciare a se stesse, insegnando l’una all’altra a mettersi in gioco.

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Dopo di te

Recensione

gameofthrones-daenerys-dragon-copertinaQualche mese fa la tv ci ha letteralmente tempestato con il trailer del film tratto dall’omonimo libro Io prima di te di Jojo Moyes. Inizialmente cambiavo canale, poi ho visto il cast e chi ci trovo? La mamma dei draghi..e io ho un debole per lei!  Un po’ per la sua presenza (lo so, è un motivo davvero stupido), un po’ per il bombardamento subito, mi sono incuriosita e ho iniziato a cercare informazioni su questa specie di fenomeno letterario e, ovunque, ho letto recensioni fantastiche. Come potevo non appurare la veridicità di queste affermazioni?

Coinvolta dall’entusiasmo di chi ha già letto il libro, sono andata nel negozio kindle (non ho comprato il cartaceo per i motivi elencati qui) e ho fatto il mio acquisto. Devo dire la verità, la storia mi ha completamente spiazzato e fra qualche riga vi dirò il perché.

Io prima di te racconta di Louisa (alias Lou), una ragazza come tante. Ha il suo lavoro, una relazione stabile con Patrick e la sua rumorosa famiglia. Un giorno però, il suo equilibrio viene perturbato, perde il lavoro. Inizia un’estenuate caccia che la porterà nella ricca casa Traynor, dove diventerà l’assistente di Will, un ragazzo che, in seguito ad incidente, è costretto in una sedia a rotelle e ha perso la voglia di vivere. Il compito di Louisa sarà quello di farlo appassionare nuovamente alla vita.

Partiamo subito da un presupposto: questo libro affronta delle tematiche molto dure, complesse e difficili quali la tetraplegia e il suicidio assistito, e lo fa in modo molto rispettoso. Non strumentalizza tutto ciò ma, con il pretesto di una storia di amore, racconta le difficoltà e la sofferenza che alcune persone sono costrette ad affrontare e spinge inoltre a riflettere sul valore della vita.

Ho amato i personaggi di questa storia, tutti costruiti e caratterizzati in maniera ineccepibile. Lou è una ragazza stravagante, gioiosa e speranzosa nei confronti della vita e tutto ciò si può anche intravedere nei suoi vestiti colorati o nella sua casa povera ma ricca di movimento e affetto; a differenza, invece, della vita in cui è immerso Will: la casa in cui vive è asettica, i muri sono bianchi, la sua famiglia, nonostante il dolore e la sofferenza, è completamente distaccata tanto da affidare gli ultimi mesi della sua  vita ad un’estranea. La loro vita va avanti, quella del figlio, invece, sembra essersi fermata sulla sua sedia a rotelle. Nonostante l’assistenza che gli viene garantita, manca l’affetto e l’armonia che caratterizzano la famiglia di Lou. Vi è austerità anche nel dolore la quale viene rappresentata dall’ambiente sterile in cui vive.

L’intera storia è intrisa da una forte ironia e non troveremo mai toni tragici, neanche quando la narrazione, inevitabilmente, va a toccare determinati tasti. Viene semplicemente raccontato l’amore che va aldilà delle difficoltà, dove la tetraplegia non rappresenta, almeno per Lou, un ostacolo insormontabile bensì un qualcosa da aggirare.

La lettura è molto scorrevole e lo stile di Jojo Moyes “costringe” a terminare la lettura in breve termine. E’ quasi impossibile chiudere il libro senza conoscere la decisione di Will.

L’unica nota dolente è il finale. E per dolente non intendo che sia scritto male o che sia banale. La storia finisce in un modo del tutto inaspettato ed è un vero e proprio pugno nello stomaco. Sbatte in faccia la realtà, nuda e cruda, e spinge a riflettere. Sappiamo che Will non tornerà a camminare, leggiamo la sua  sofferenza ma speriamo fino alla fine in un capitolo conclusivo dal titolo “Matrimonio”, invece ne ritroviamo uno a tratti inspiegabile. E, nonostante si cerchi di colorarlo di speranza, lascia comunque una sorta di delusione.

Possibile che una storia ricca di ironia, speranza e buoni propositi manchi di un lieto fine? Sì.

Il libro mi è comunque piaciuto molto, fa riflettere tantissimo su diversi temi. Inoltre rappresenta una storia d’amore non convenzionale. Una storia diversa, scritta bene e che riesce a coinvolgere chi, come me, non è amante di questo genere di romanzi.

La lettura è consigliatissima!

quattro

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3 comments

  1. A me, è piaciuto molto.
    E poi, un punto a favore, per come è scritto. Pur nella complessità dell’argomento, la storia, rapisce il lettore e lo tiene stretto, nella curiosità di leggere il finale. Mia figlia dislessica, l’ha letto velocemente. E, ti assicuro, che difficilmente è così.

    Mi piace

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