Jurassic World: come correre in una foresta indossando un tacco 10

E’ uscito nelle sale Jurassic World e potevo perderlo?

Assolutamente no!

La penna di  Michael Crichton insieme al genio creativo di Steven Spielberg hanno dato il via, da più di vent’anni, a quella che è stata una saga di successo e che oggi vede,  ad opera di Colin Trevorrow, il suo quarto capitolo:

Ventidue anni fa, John Hammond ha fatto un sogno: un parco a tema dove i visitatori di tutto il mondo potessero fare esperienza dell’emozione e del brivido di vedere dei veri dinosauri. Oggi il suo sogno è finalmente diventato realtà. Benvenuti a Jurassic World, un resort di lusso completamente operativo dove decine di migliaia di ospiti possono esplorare il miracolo e lo splendore delle più magnifiche meraviglie preistoriche che abbiano vissuto sulla Terra e interagire con loro ogni giorno. Situato su Isla Nublar, al largo della Costa Rica e costruito intorno a una Strada Principale molto movimentata, Jurassic World è un miracolo all’avanguardia ed è pieno di strabilianti attrazioni. I bambini cavalcano dei gentili mini Triceratopi nello zoo tattile per bambini, le folle esultano quando il Mosasauro acquatico salta fuori da una piscina nel tentativo di agguantare un grande squalo bianco che gli dondola davanti e mangiarlo come spuntino. I miracolosi animali del parco sono creati dal Dr. Henry Wu. Dato che la prosperità commerciale del parco esige innovazioni e novità ogni giorno per far sì che gli ospiti ritornino, il Dr. Wu viene spinto oltre i limiti della scienza etica, costretto a manipolare la genetica per progettare un dinosauro geneticamente modificato che non ha mai toccato la Terra prima e le cui capacità restano ignote…

Ci troviamo di fronte ad una trama trita e ritrita in cui cambiano i personaggi ma le situazioni sono sempre le stesse? Sì.

I due fratelli Gray, che tanto ricorda il saputello Tim nipote di Hammond incontrato nel primo capitolo, e Zach, adolescente in preda ad una fortissima tempesta ormonale, vengono spediti dai genitori al Jurassic World, un parco di divertimenti dove lavora la loro zia Claire, schematica donna in carriera dal carré perfetto anche quando le situazioni non lo renderebbero possibile.

Qui scopriamo che, nonostante in passato i dinosauri, decisamente poco inclini all’essere ingabbiati, sono tornati ad essere un’attrazione. In fondo è risaputo che il lupo perde il pelo ma non il vizio.

Nel super sicuro parco di divertimenti, ovviamente, il solito ciccione combina guai  fa scappare dal suo recinto, lasciando aperta la porta, l’Indominus Rex: Un ibrido creato in laboratorio, spietato, sanguinario, intelligente e con evidenti problemi sociali causati dal suo isolamento e da una forte crisi d’identità (ahimè, anche i dino-ibrido ne soffrono). I due fratelli, per rispettare la prevedibilità di ogni film del genere, quando tutti i visitatori vengono richiamati dalla varie attrazioni per evacuare il parco, decidono di fare i trasgressivi e di varcare “il cancello” ovvero quel luogo mistico che una qualunque persona sana di mente (e non) non attraverserebbe neanche sotto tortura. Hanno così inizio le varie vicissitudini e  la disperata ricerca della zia Claire che stupirà tutti con la sua abilità nello scappare in una foresta da dinosauri famelici indossando dei comodissimi tacchi 10. Non poteva mancare il figo della situazione che aiuta l’abile corritrice: Owen Grady, un ex militare che studia i velociraptor il quale rappresenta una sorta di San Francesco d’Assisi che parla con i dinosauri, li addestra e diventa addirittura l’alfa del branco (in un futuro sequel si vocifera che i velociraptor sappiano lavorare a maglia). I raptor, che una volta aprivano le porte e dilaniavano gli uomini, ora corrono con loro e fungono da sicurezza del parco (WTF?).

Dopo inseguimenti vari, uccisioni e divoramenti arriviamo all’epilogo che vedrà un titanico scontro fra velociraptor,  T-Rex (non poteva di certo mancare) e l’Indominus Rex. L’intera scena ha dell’assurdo: in seguito all’aspra lotta ricca di colpi di scena, il T-Rex e il Velociraptor si guardano per un lasso di tempo interminabile con fare complice. Un qualunque spettatore, spiazzato da tale situazione, si aspetterà che parta una musica romantica e i due inizino a limonare duro o, in alternativa, che  il velociraptor vada incontro al t-rex e gli dica: “Bella fratè, cazzo figa che lotta, minchia burdello! Batti cinque!…. Na vidimu!

Ma tranquilli, non accade nulla di tutto ciò (s)fortunamente!

Il finale è scontato e lascia tante situazioni aperte che fanno presagire un sequel e dato gli incassi che il film sta avendo non ci stupiremo se fra qualche anno ne sentiremo parlare.

I personaggi mancano di personalità, di carisma e sono molto stereotipati. Alcuni, sinceramente, non servono proprio a nulla.

Claire: la super impegnatissima donna in carriera, non conosce neanche l’età dei propri nipoti ma si lancia in una disperatissima ricerca nel momento in cui i due si perdono. Il suo personaggio è costruito attraverso l’utilizzo di una marea di stereotipi: il carrè perfetto, smart phone onnipresente, lo svolazzante e immacolato abito bianco con la giacca poggiata sulle spalle che manco più mia nonna usa fare, scarpe con tacco 10 utilizzate come se fossero un comodissimo paio di sneakers, una maniaca del controllo che schedula anche le volte nelle quali va in bagno (ma questo non lo scopriamo dai suoi atteggiamenti bensì da una continua ripetizione di questa sua caratteristica da parte degli altri personaggi).

Owen Grady alias l’uomo dei velociraptor: bel faccino, figo anche se zozzo, muscoli guizzanti, eroe indiscusso del film, battute dal tono epico e glorioso e possiede l’innata capacità di trovare veicoli abbandonati in ogni dove con le chiavi inserite.

Zara: L’assistente di Claire, uno dei personaggi più inutili di tutto il film. Le viene affidato un compito e ovviamente lo svolgerà male. La sua presenza trova, però, significato attraverso una spettacolare morte: ok, tu non servi a un cazzo perciò morirai nel modo più atroce e divertente possibile in modo tale che la gente si ricorderà di te. Selezione naturale, Baby!

Barry: amico e aiutante di Owen. L’utilità di questo personaggio rappresenta ancora un mistero persino per il regista. Si vocifera che, un giorno per puro caso, Omar Jy si sia trovato nei pressi del set e abbia arbitrariamente deciso di fare Barry alias l’amico che sparava dagli alberi e che rafforzava i concetti espressi da Owen ripetendoli con fare apocalittico.

Gray e Zach: la loro presenza serve per dare un po’ di movimento al film. Gray, a rotazione, piagnucola, si lamenta, da ampio sfoggio della sua onniscienza paleontologica. Zach, invece, fissa ragazze in preda agli ormoni, fa finta di essere un adolescente depresso e annoiato e incoraggia il fratello piagnucolone. Episodio degno di nota è quando i due ragazzetti riescono a far partire una macchina ferma da circa vent’anni (con ruote gonfie, olio ok, benzina ecc.. ecc…) utilizzando una batteria trovata per caso ( a me è bastato uno sbalzo termico per metterne fuori uso una).

La madre di Gray e Zach: è una comparsa, il suo ruolo è del tutto marginale. Purtroppo però non posso fare a meno di  far notare come pianga in ogni scena nella quale compare, l’unica volta che la vediamo sorridente…. Finge!

Vic Hoskins: capo della InGen, vuole usare i velociraptor come letali armi da guerra. Durante il film, lo guardi. Lo riguardi. Ma chi è questo bombolo idiota che pensa di salvarsi la vita dicendo ad un velociraptor: “non mi uccidere, siamo dalla stessa parte”? Ma è Vincent D’Onofrio! Lo psicolabile Palla di Lardo! Ed ecco che all’improvviso il suo personaggio, che sin dall’inizio ti stava sulle palle, inizia a divenire un pochetto simpatico.

Simon Masrani: è il ricchissimo proprietario del Jurassic World che tanto somiglia alla brutta copia di Tony Stark, peccato che non abbia una super tuta per combattere il mastodontico Induminus Rex e che non sappia volare (in tutti i sensi).

La sceneggiatura è leggermente pietosa e contiene tanti di quei buchi da far impallidire un Emmentaler. Molti dei personaggi raccontano una storia che non hanno e della quale nessuno conosce niente, sembrano che siano stati presi a caso ed inseriti nel film. I dialoghi poi, sono assurdi! Hanno un non so che di glorioso e onnipotente.  Non mi meraviglierei se, da un momento all’altro, spuntasse fuori Terminator ed esclamasse: “Vieni con me se vuoi vivere!”. Anche se, diamo a Cesare quel che di Cesare, le disquisizioni tra Velociraptor e Indominus Rex risultano essere alquanto interessanti.

Jurassic World è un film che cerca di rievocare in tutti i modi possibili Jurassic Park, i rimandi ad esso sono infatti molteplici: la locuzione “il sogno di Hammond” viene ripetuta in loop; compaiono il vecchio frammento di dna parlante, gli occhialoni e le jeep usate nel primo film; alcune scene sono ambientate nel vecchio parco; ci sono continui rimandi alle scene presenti nel primo capitolo e vi è la rievocazione di vecchi personaggi. Insomma, risulta davvero difficile non capire che sia un sequel!

Ma in fondo, se si va al cinema a vedere Jurassic World, lo si fa solo ed esclusivamente per vedere i dinosauri. E, a parte la forzatura dei velociraptor addestrati e del loro rapporto di rispetto con l’uomo, nulla si può dire. Sì, ok, ci sta un ibrido che stona un po’, ma ritroviamo tanti vecchi amici come l’anchilosauro, l’apatosauro, il triceratopo, tanti piccoli cuccioli teneri abbraccia tutti, e  le star indiscusse del film:

Il mosasaurus il quale compare all’improvviso ogni tot minuti facendo qualcosa di spettacolare giusto per attirare l’attenzione dello spettatore e rivendicare la sua mastodontica presenza;

I velociraptor dei quali ho ampiamente parlato in precedenza e che nel prossimo sequel stupiranno tutti parlando.

Infine, ultimo ma non meno importante, il T-Rex! Cos’è un Jurassic vattelappesca senza il tyrannosaurus rex? Nulla! In fondo, la vera star della saga è lui! E, per diritto di anzianità, presenza e buona condotta, alla fine, può girare indisturbato per il parco. Tanto, ormai, la gente neanche la mangia.

Fare un sequel è difficile e renderlo di successo è un’impresa ardua soprattutto quando si è costretti a combattere contro la fama, il successo e la spettacolarità di un primo episodio entrato di diritto nella storia del cinema. Jurassic World è un film pieno di buchi, forzature e assurdità, tuttavia, sebbene stia dando tanti giudizi negativi, il mio consiglio è quello di andarlo a vedere perché ci sono i dinosauri, e tanto basta!

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